Italia
Fiato sospeso per il futuro del cantiere Perini Navi
Consiglio di amministrazione riunito fino a tarda sera sull’ipotesi di ristrutturazione del debito
viareggio
Viareggio ed il mondo della nautica con il fiato sospeso per il futuro di Perini Navi, azienda simbolo di Viareggio nel mondo con i suoi velieri sempre più tecnologici e grandi. Ancora nella tarda serata, infatti, era in corso il consiglio di amministrazione della società che nel 2018 è passato sotto il controllo della famiglia Tabacchi dopo che Perini ha ceduto il 75% della proprietà. Operazione che non è stata sufficiente, di per sé, ad assicurare un futuro solido alla azienda nautica che pure sta lavorando su più ordini, nonostante il periodo dell’emergenza sanitaria.
Secondo le indiscrezioni del quotidiano “Milano Finanza” - anticipate da una nota dalla Fiom Cgil regionale, per bocca del segretario generale Massimo Braccini - l’operazione che il cda è stato chiamato ieri a ratificare è quella della omologazione di un accordo di ristrutturazione dei debiti concordato e stipulato con i creditori (articolo 182-bis della legge fallimentare) «rappresentanti almeno il sessanta per cento dei crediti». Accordo che deve essere in grado di «assicurare l'integrale pagamento dei creditori estranei nel rispetto dei seguenti termini: entro 120 giorni dall'omologazione, in caso di crediti già scaduti a quella data; entro 120 giorni dalla scadenza, in caso di crediti non ancora scaduti alla data dell'omologazione».
È evidente che siano necessari capitali freschi per fare ciò. Capitali che dovrebbero arrivare - ed i diretti interessati non hanno smentito le indiscrezioni del quotidiano economico - da Sanlorenzo ed il suo patron Massimo Perotti. Il quale, nel 2019, si diceva pronto a nuove ed importanti acquisizioni per migliorare e “variegare” l’offerta di Sanlorenzo, tornata in mani tutte italiane ed approdata in Borsa.
Nonostante i “rumors”, le decisioni dei cda sembrano un fulmine a ciel sereno per i dipendenti di Perini Navi, Rsu aziendale compresa. Visto che i delegati, appena martedì, hanno preso le distanze dal segretario Fiom Braccini, dichiarandosi «fiduciosi di un rapporto di costante comunicazione e fiducia con la Direzione aziendale». Quei «monopoli» della nautica toscana che hanno allarmato Braccini oggi sembrano decisamente concretizzarsi sullo scenario della Darsena viareggina. —
Donatella Francesconi
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