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Versilia

L’arte costretta ad arrendersi: giù le serrande da Factory 291

Gabriele Noli
L’arte costretta ad arrendersi: giù le serrande da Factory 291

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VIAREGGIO. L’ultimo tentativo per scongiurare la chiusura definitiva è una raccolta fondi. «Dopo aver annunciato sui social che a causa della crisi economica non potevamo riaprire, in tantissimi si sono fatti avanti per dare una mano: sappiamo di non essere soli, questo ci dà la forza per continuare a lottare». Cristiana Pieroni è la responsabile del Factory291, centro artistico culturale di via Veneto a Viareggio, la cui saracinesca è forzatamente abbassata da quando la pandemia è scoppiata. Ed il rischio che non la si possa rialzare più è altissimo.

«Ho chiesto ripetutamente alla proprietaria del fondo di venirmi incontro, perché le spese per l’affitto sono insostenibili in questo periodo di chiusura obbligata», spiega la responsabile del centro. Di contro, invece, «non ho ricevuto alcun aiuto dallo Stato. La nostra è un’associazione senza scopo di lucro, per la quale non sono previste tutele di tipo finanziario».

Di fronte alla evidente sperequazione tra entrate (assenti) e uscite, scatta inevitabilmente il meccanismo mentale del “prepararsi al peggio”, continuando comunque a “sperare per il meglio”. A Cristiana Pieroni – colpita dal Covid-19 attorno a Pasqua, «non riuscivo a respirare, sono stata ricoverata quattro giorni in ospedale, adesso mi sento bene» - un appiglio lo offrono le svariate donazioni da parte di «soci, amici, persone che ci sostengono», su un conto corrente dedicato (ecco l’Iban: IT26I0324224800 CC1574013596) intestato a Factory 291 Asd.

«Stiamo cercando di promuovere la nostra campagna di solidarietà in diversi modi, con l’arte come comune denominatore: vorremmo anche mettere delle opere all’asta per raccogliere altri fondi», prosegue la responsabile del centro che ospita mostre personali e collettive a rotazione quindicinale e dove vengono organizzati corsi per adulti e laboratori per bambini.

«Avevamo iniziato un workshop fotografico con caparra già versata dai partecipanti, a causa del Coronavirus non è stato possibile completarlo». Problemi da contestualizzare nel passato e nel futuro, perché «considerato che d’estate non si svolgono corsi, ripartiremmo di fatto a settembre», ma almeno in quel caso significherebbe per il Factory291 proseguire le proprie attività nell’attuale sede. Ammesso che la solidarietà da sola sia sufficiente per evitare il peggio. 

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