Gioco
L’edicola più antica di Querceta resiste anche alla pandemia
Elena Maggi gestisce da 17 anni con la figlia e la cognata la rivendita sull’Aurelia che ha aperto i battenti nell’800
QUERCETA
Un monumento a Querceta, nel pieno centro della frazione seravezzina. Gestita da 17 anni da Elena Maggi, l'omonima edicola lungo la via Aurelia (dirimpetto rispetto alla chiesa di Santa Maria Lauretana) ha in realtà aperto i battenti nell’Ottocento, attestandosi come una delle attività più antiche di tutta la cittadina. «Non ero granché convinta di assumermi la responsabilità di gestire l'attività - ammette la titolare - sapevo che sarebbe stato difficile proseguire la tradizione che ormai era diventata per Querceta ed ero ben consapevole dell'impegno che avrebbe significato. Tutta la mia famiglia però mi ha affiancato in questa scelta e alla fine mi hanno convinto a compiere questo passo importanti».
Ad aiutarla ancora oggi nella gestione dell'edicola infatti sono la cognata Paola e la figlia Sara: una conduzione tutta al femminile che ormai ha fatto breccia nel cuore e nelle abitudini di tutti i quercetani. «Ci sono anche un paio di ragazze che vengono spesso a darci una mano - racconta Elena - purtroppo in questo periodo sono stata costretta a mettere entrambe in cassa integrazione ma spero davvero di poterle richiamare presto a lavorare: significherebbe che finalmente siamo usciti dal tunnel di quest'emergenza, anche se la situazione a tutt'oggi non è delle migliori dato che la preoccupazione è ancora tanta. Tra i clienti si percepisce - spiega - e c'è anche timore per la ripresa: da una parte c'è chi ha paura che il virus possa riprendere piede, dall'altra c'è chi, specie i tanti che vivono di turismo e che contano sulla stagione estiva, ha bisogno che si riprenda a lavorare con continuità».
Il bancone dell'edicola, in questo periodo in cui mai ha chiuso la propria saracinesca, è diventato alla stregua di quello del bar. «Siamo un po' tutti come in famiglia, gente di paese che in un modo o nell'altro si conosce. È chiaro - spiega Elena Maggi - che non ci si sofferma più a chiacchierare spensierati come prima ma in quei pochi momenti quotidiani si cerca sempre di confortarci a vicenda. Tutti insieme possiamo farcela». —
Gabriele Buffoni
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