Gioco
Il sindacato degli infermieri: "Mai arrivate le indennità pattuite per l'emergenza covid"
Duro attacco del segretario provinciale del Nursind contro l'azienda sanitaria per gli accordi, a detta, sua non rispettati
VIAREGGIO. «Non è trascorsa neanche una settimana dal 12 maggio, giornata internazionale dell’infermiere, dove tutta la collettività riconosce il nostro ruolo e competenze e ci ringrazia per il lavoro svolto con dedizione e professionalità anche durante questa emergenza pandemica, che la nostra azienda, l’Asl Toscana Nord-ovest, si permette di non rispettare gli accordi sottoscritti per concedere almeno quelle indennità pattuite all’inizio dell’emergenza covid, piccolo segno di riconoscimento dell’immenso sacrificio svolto dalla categoria e da tutto il personale sanitario».
Un attacco duro quello che parte da Roberto Pasquinelli, segretario di NurSind Lucca. «Questo – dice – è veramente un gesto poco rispettoso per chi ha lavorato e continua a lavorare per la tutela della salute di tutta la collettività. Chiediamo pubblicamente che ciò sia rettificato immediatamente, con i dovuti correttivi e non il prossimo mese! Eroi certo eroi, le aziende però si dimenticano subito degli eroi».
L’azienda, secondo Pasquinelli, non ha rispettato gli accordi sindacali che garantivano «a fronte della disponibilità degli infermieri a coprire turni aggiuntivi per l’emergenza, compensi adeguati per il personale che sarebbe stato costretto a rientrare dai riposi nei reparti covid in aggiunta al proprio orario istituzionale. Compreso il personale infermieristico che si impegnava ad effettuare i tamponi e l’assistenza a domicilio, come ad esempio la nuova attività specialistica Usca. Personale che si è visto togliere le ferie e i riposi e che tutt’ora continua ad effettuare il proprio lavoro per individuare in tempi brevi i contagi. Quegli eroi – continua il sindacalista – che questo mese avrebbero dovuto vedere in busta paga la giusta retribuzione per tanto sacrificio e che invece l’azienda attraverso una squallida mail informa che tale compenso tarderà ad arrivare per motivi legati alla disorganizzazione delle strutture amministrative. Ma se i sanitari si sono dovuti organizzare e tutt’ora si riorganizzano conciliando la loro vita personale, familiare e professionale per il bene della salute pubblica è possibile che una mastodontica azienda con personale dirigenziale e gestionale non riesca a dare il dovuto a chi ha lavorato in emergenza? ».
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