La protesta
Il parrucchiere Rovai: «Saremo costretti a far pagare di più»
lido di camaiore
Tenere i prezzi il più possibile fermi e in qualche caso, leggi i clienti stagionali, ritoccarli verso il basso. Secondo Pierfrancesco Pardini, titolare del bagno Pardini a Lido di Camaiore e presidente del sindacato balneare Sib Confcommercio Lucca-Massa, è questa la ricetta da applicare sulle tariffe della stagione estiva di convivenza con il coronavirus.
«Ne stiamo parlando con i colleghi, la premessa è che ognuno fa come meglio crede – dice Pardini – Potranno esserci casi di balneari che avranno un maggior numero di richieste rispetto ai posti spiaggia disponibili. E a quel punto decideranno di modificare le tariffe di conseguenza. Per quanto mi riguarda, bisogna prendere atto che i servizi offerti in questa stagione non saranno, in linea di massima, gli stessi dell’estate scorsa. C’è un tipo di clientela che ha un rapporto con il bagno quasi familiare, sono frequentatori assidui e di lungo corso: a loro non si può opporre resistenza se, in considerazione di questa riduzione di servizi, chiedono un piccolo sconto. Sarebbe assurdo, lo dico da imprenditore, rinunciare a un cliente storico per pochi euro. Ma ripeto: ognuno gestisce il proprio stabilimento come meglio crede».
Pardini è critico, come tutti i colleghi, sui protocolli richiesti per la riapertura agli stabilimenti balneari.
«Oggi (ieri, ndr) c’è stata una parziale retromarcia di Inail e Istituto superiore di sanità: la prendiamo come un segnale positivo, ma la confusione è massima – dice Pardini – È necessario fare chiarezza quanto prima, perché si rischia di arrivare completamente impreparati alla possibile apertura di giugno. Gli imprenditori hanno il diritto di sapere come potersi organizzare e di poterlo fare in condizioni adeguate». —
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