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Montemagni (Assocamping): «Sicuri sia meglio riaprire?»
Il presidente regionale dei campeggiatori testimonia: «I telefoni delle nostre strutture sono muti ormai da settimane»
torre del lago
«L’incertezza è il tema ricorrente di ogni conversazione con i miei colleghi», racconta Michele Montemagni, presidente di Assocamping toscana e titolare di un camping a Torre del Lago. «Giunti ormai a metà maggio siamo diventati improvvisati esperti di sanificazioni, padroneggiando apparecchiature che prima mai avremmo immaginato di utilizzare e visto forse solo in qualche clinica ospedaliera. Ma siamo proprio sicuri che questa sia la strada giusta da seguire? I telefoni non squillano più da giorni, le sole chiamate sono clienti che per rompere la noia di un isolamento coatto chiedono: “Ma allora aprite?”, è il modo per proiettarsi altrove e correre almeno con la mente nei luoghi di villeggiatura. I fatti ci impongono un’altra lettura della realtà che stiamo vivendo: i turisti quest’estate non ci saranno. Si consolida la previsione di un crollo di oltre il 70% delle presenze. Su queste basi dobbiamo riflettere e domandarci se allora sia fondamentale per la ripartenza aprire al più presto».
Da tempo Montemagni lo va ripetendo: «Perché non valutare se sia più opportuno evitare una “Caporetto” o investire per riqualificare il prodotto? Infrastrutture come ad esempio piste ciclabili di amplio raggio, metropolitane di superficie, tram elettrici, musei, per la parte pubblica e ammodernamento delle strutture ricettive per adeguarle alla domanda e ai criteri post Covid-19, con sistemi e materiali che garantiscano la sanificazione costante dei locali».
Certo, perché tutto questo sia possibile servono finanziamenti alle imprese: «Prestiti a lungo termine per garantire la sostenibilità dei rientri, permettendo alle imprese di ristrutturare la loro eventuale posizione con gli istituti bancari e aggiungendo quanto necessario per investire. Lo Stato o l’Europa dovrebbero assorbire i tassi di interesse: così avremmo un’operazione di riqualificazione senza precedenti».
Il pensiero di Montemagni va inevitabilmente anche agli occupati del settore che questa estate rischiano di rimanere in gran parte a casa: «Potremmo così garantire il lavoro a tutti coloro che non troveranno spazio nel turismo questa estate, mentre dal prossimo anno e per gli anni a venire il nostro Paese potrà competere ai vertici dell’industria globale del turismo che si fa sempre più agguerrita»
Non resta che attendere le prossime settimane, dunque, per capire se i camping della Versilia saranno o meno davvero in grado di riaprire i battenti, facendo fronte al turbinio delle nuove regole di gestione sicura per la clientela ridotta. —
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