Gioco
Il designer ex bagnino mette la mascherina agli ombrelloni
La proposta tecnica per una spiaggia 2020 a prova di contagio
IL PROGETTO
Un progetto di distanziamento e separazione delle “postazione” sulla spiaggia inviato sia alla Regione Toscana che al presidente dei balneari viareggini da chi l’elemento “bagno” lo conosce bene non solo come progettista o cliente. «Sono di Viareggio e diversi anni fa ho lavorato come bagnino presso gli stabilimenti», racconta Luca Palagi, titolare del “Lupdesign studio”, con sede a Firenze. «In questi mesi di quarantena», continua Palagi, «ho visto diversi progetti per la sicurezza sulle spiagge, molto interessanti e belli, ma a mio modesto parere poco attuabili sia per i costi sia per i tempi di montaggio». Tutti ricordano, per esempio, la prima proposta circolata in piena Fase1, con i “recinti” in plexigas a contenere ombrelloni, lettini, sdraio e relativi occupanti. Proposta che vide i balneari d’Italia nettamente contrari.
«Il mio progetto», argomenta Palagi, «è costituito da un allestimento semplice, poco costoso, fatto con materiali reperibili e riciclabili. Un allestimento che crea degli spazi e percorsi per i clienti, facendo mantenere il distanziamento sociale ed una barriera per ogni ombrellone. Il progetto vuole essere una guida per i gestori degli bagni che potranno gestire il progetto come credono».
Un’idea che sembra venire incontro ad una delle misure che più preoccupa leggendo le linee guida Inail rese note ieri mattina: il contenimento dei più piccoli, difficilmente attuabile in una spiaggia tutta aperta e disponibile. Ancor più considerando che non vi saranno aree giochi e che i momenti collettivi tipici dell’infanzia al mare non esisteranno nell’estate del virus.
Scendendo nei particolati tecnici, il progetto prevede una struttura in legno formata da 4 pali a sezione tonda da 5 centimetri e di altezza 250 centimetri, intorno ai quali corre un telo in tessuto non tessuto bianco 100 grammi di peso, lungo 12 metri ed alto 200 centimetri, cucito ad asola ogni 400 centimetri. Il costo preventivato per ciascun ombrellone - proprio a volere fare una cosa fatta bene - è stato stimato dal progettista in circa 60-70 euro.
«È lo stesso materiale delle mascherine», è la voce di Luca Palagi, «anche se con meno strati. Il costo è basso ed i gestori degli stabilimenti se lo possono giocare come vogliono, anche alternandolo agli ombrelloni lasciati per chi va al mare a giornata. Inoltre, può essere fornito il kit direttamente al bagnante perché è facile da installare. E potrebbe essere venduto anche alle edicole e ai bazar per chi sceglie la spiaggia libera. Infine, si tratta di un tessuto lavabile e, dunque, rispondente alle esigenze di sanificazione. Ho visto progetti davvero molto belli di colleghi, ma si vede che si tratta di chi sul mare non ha mai lavorato/vissuto. Io ho voluto dare un suggerimento che si basa sull’esperienza che ho fatto sulla spiaggia, proprio a Viareggio». —
D.F.
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