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Balneari contro le nuove regole Guardi: «Sono troppo rigide»
Il ministro Franceschini ha assicurato che vi saranno anche protocolli regionali Ma tutte le attività commerciali della Versilia si organizzano per la protesta
viareggio
«Ed anche le fioriere in tronchi riciclati sono pronte», si legge sulla pagina Facebook dello stabilimento balneare “Giusy Beach Viareggio”, 70 ombrelloni sulla spiaggia della Passeggiata. Da qui riparte la battaglia per la ripresa delle attività per affrontare la stagione estiva segnata dalla necessità di evitare i contagi da Covid-19. Domattina la conferenza stampa di “Versilia Viva”, progetto di tante attività commerciali - stabilimenti balneari compresi - per affrontare insieme ed uniti un’estate tanto difficile da far dire già a qualcuno «così non riapriamo».
Le linee guida di Inail ed Istituto superiore della sanità, ieri mattina, sono state una doccia fredda su ristoranti e stabilimenti balneari. Diffuse, con un tempismo che sembra quasi studiato, mentre era in corso l’audizione dei rappresentanti dei sindacati dei balneari di fronte alla commissione Industria, commercio e turismo al Senato. Ed è stata la miccia che ha incendiato una situazione che sembrava, invece, volgere al meglio sull’onda del pressing della Regione Liguria per l’apertura al pubblico delle spiagge già dal 18 maggio.
«Anche per la Versilia, con le misure fissate», sono le parole di Pietro Guardi, presidente dei balneari viareggini: «Penso alla Passeggiata di Viareggio ma anche ad alcune strutture di Lido di Camaiore, per fare un esempio». La speranza è che le linee guida non rimangano così stringenti da finire per essere un cappio al collo per le imprese: «Il ministro Dario Franceschini», continua Guardi, «ha già precisato che vista la diversità delle coste italiane vi dovranno essere anche protocolli regionali». Ma proprio ieri mattina la Regione Toscana è sembrata frenare sulla possibilità di una riapertura delle spiagge e a partire da lunedì prossimo.
Anche perché - e Guardi lo sottolinea - gli stabilimenti balneari dovranno essere dotati di più protocolli di sicurezza: «Noi abbiamo bar, ristorazione, e case vacanza, oltre alla spiaggia, ed in tutti gli ambiti di attività siamo chiamati a garantire la massima sicurezza per la clientela». Che al momento non molla: «Gli italiani telefonano e chiedono come ci siamo organizzati». Qualche disdetta c’è ma c’è anche voglia di vacanza, come conferma la presidente degli albergatori di Lido di Camaiore, Maria Bracciotti: «Riceviamo telefonate di clienti che guardano oltre la vacanza sulla spiaggia e chiedono di escursioni in bici, in montagna, in giro per località naturalistiche in Toscana. Non solo mare, dunque. E questo tira un po’ su il morale a noi albergatori. Che, in media, abbiamo liquidità disponibile al massimo, ma proprio al massimo, fino al 10 giugno. Poi si chiude, se il Governo non dà un po’ di fiato su questo fronte alle imprese».
Ma è necessario fare presto: «Ci stono stabilimenti che in tre giorni montano la spiaggia», sottolinea Guardi, «ed altri che hanno bisogno di 20 giorni». Ed il primo giugno era ieri... —
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