Gioco
«La mia vera famiglia esclusa dagli affetti stabili»
Françoise Raynaud, francese di nascita, vive in Versilia dal 1975 ma non può andare a trovare la sua amica che per lei è come una sorella
Viareggio
Françoise Raynaud è venuta a Viareggio dalla Francia nel 1975, ha vissuto dalla sua amica Ida a Massarosa qualche mese e poi ha cominciato a lavorare. Con Ida ha un rapporto speciale, sono due anime in un nocciolo, due sorelle. Ma per le regole della fase due la famiglia di Ida è diventata un pugno di estranei. «Ho letto il decreto e il nostro rapporto non è compreso nella definizione di “affetto stabile” – racconta la donna – ma quella che non viene riconosciuta dalla legge per me è famiglia».
Sulla definizione di “congiunto” il governo ha dovuto dibattere molto: sì i parenti, no gli amici, sì coloro che sono uniti civilmente. Vanno bene anche i fidanzati. Una scelta rigorosa che è stata soggetta a numerose critiche e la satira si è sprecata. Alcuni commentatori hanno pure rivolto accuse di patriarcalismo: è stata descritta come una scelta ancorata all’idea di società basata sul modello familistico. Inoltre il governo non ha dato ancora indicazione su quando sarà previsto l’incontro tra persone che non hanno questo tipo di legame. Quindi, per il momento, al di fuori delle categorie di “congiunti” specificate dall’ultimo decreto, non ci si può vedere.
«Con Ida ci siamo conosciute che eravamo ventenni – continua Françoise – siamo state insieme a Londra. Tornando da quell’esperienza sono stata a casa sua a Massarosa. Mi sono follemente innamorata di Viareggio, un amore che dura anche oggi dopo tanti anni. Mia madre mi aveva avvertita: se fossi venuta qua, non sarei più ripartita. A volte i genitori hanno un sesto senso. Il progetto era quello di rimanere soltanto un anno. Ho studiato e poi mi sono messa a lavorare. Adesso sono in pensione. Il fil rouge del mio innamoramento per la Versilia passa proprio dal legame con la famiglia di Ida che è a tutti gli effetti la mia famiglia d’elezione».
La seconda fase del confinamento ha interrotto seppur temporaneamente quel solido legame: «Il fratello e le sorelle di Ida sono diventati i miei, i loro figli sono i miei nipoti, i figli dei miei nipoti sono anche loro i miei nipoti: parliamo di un legame assolutamente più forte di quello che ho con i miei “legittimi congiunti” francesi. Sicuramente torno in Francia per andare a trovare la mia mamma anziana almeno una volta all’anno, ma la mia famiglia è qui e fino a oggi non mi sono mai sentita una estranea».
Fino ad oggi, appunto: «Quando ho letto attentamente il decreto del 4 maggio ho scoperto che non posso andare a fare loro visita a Massarosa perché ho la residenza a Viareggio – racconta – Allora chiedo: se non è stabile l’affetto che ci lega da così tanti anni cosa lo è? Sono consapevole che ho avuto ed ho tutt’ora la fortuna di vivere una esperienza umana stupenda, presumo quasi unica in una famiglia assolutamente unica. Un giorno mi piacerebbe poterne scrivere e raccontare cosa significa avere una famiglia così. Ma per ora mi basterebbe andare a trovarli».
Cesare Bonifazi
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