Gioco
Furti nei locali: spariscono ombrelloni e bombole del gas
VIAREGGIO
La pineta di Levante, nel tratto da via Comparini a via Virgilio esce devastata dalla emergenza Coronavirus, così come le poche attività che ancora resistono. Come il chiosco “L’Oste matto”, avviato per una prima stagione l’estate scorsa, attività gestita da un gruppo di giovani che hanno saputo attirare al locale sia i giovani che le famiglie, i cui titolari alla prima visita per capire come riprendere il lavoro bruscamente interrotto dall’emergenza sanitaria, hanno trovato rubati perfino i pesanti ombrelloni esterni (nella foto le postazioni esterne senza ombrelloni). «Non ci bastava il Coronavirus», racconta Lidia Calsabianca, sempre sorridente dietro il bancone: «Ci volevano anche i ladri che si sono portati via perfino gli ombrelloni. Abbiamo dovuto stipare dentro tutto quello che restava».
Non solo rabbia ma anche tanta amarezza, perché non è il primo furto importante che il locale subisce. «Hanno rubato tutto: piante, ombrelloni, pure le bombole», continua il racconto dei gestori che da tempo denunciano - come fatto anche da chi si è succeduto nei locali lungo il viale dei Tigli - l’insostenibilità di una mancanza totale di sicurezza che finisce per provocare danni su danni per migliaia di euro.
«Piano piano ripartiamo», sono le parole di Lidia. Cui fanno eco i tanti messaggi di solidarietà ricevuti attraverso Facebook. «Forza, ce la faremo tutti insieme noi clienti a venire a mangiare da voi i vostri piatti gustosissimi, specialmente il pesce. Voi rimboccatevi le maniche e ripartite. Ce la farete», così la voce dei clienti affezionati e c’è chi aggiunge: «Ripartirete più forti di prima».
Resta il problema di una pineta in cui proseguono senza tregua gli abbattimenti di piante (lato mare), dove regnano spaccio e prostituzione che trovano facile riparo nei chioschi che - sempre lato mare - sono abbandonati con buona pace del Regolamento comunale sulle concessioni del tutto disapplicato. Spaccio che ha incrementato la propria attività durante il periodo in cui anche Viareggio è rimasta chiusa in casa. Qualche minuto di sosta, la sera, al semaforo di viale dei Tigli ed era facile - anche il pieno lockdown - contare il via vai di biciclette che “schizzavano” letteralmente dalla pineta per le consegne a domicilio di stupefacenti. —
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google