Il Tirreno

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il commercio 

Le chiavi di bar, locali, negozi e hotel ai sindaci di Viareggio e Camaiore

Donatella Francesconi

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viareggio

Il fine settimana del primo maggio che in condizioni normali sarebbe stato già una prova di stagione estiva è servito, invece, per il confronto sul futuro delle attività commerciali di Viareggio, Torre del Lago, Camaiore e Lido di Camaiore ai tempi del virus. Il tam tam tra i commercianti non si è fermato un attimo per organizzare - per quanto riguarda Viareggio autonomamente rispetto alle organizzazioni di categoria - la consegna delle chiavi ai rispettivi sindaci. Lunedì mattina in Municipio a Camaiore, dove sarà posta nelle mani del sindaco Alessandro Del Dotto una grande chiave in legno, simbolica di quelle che aprono le attività commerciali sul territorio. Martedì mattina, invece, a Viareggio dove al sindaco Giorgio Del Ghingaro saranno consegnate le oltre 200 chiavi di altrettante attività di Viareggio e Torre del Lago.

La giornata di domani non vedrà solo la protesta camaiorese e lidese, ma anche l’iniziativa lanciata da Confcommercio a livello regionale: luci accese e saracinesche alzate dalle 10,30 alle 13, come simbolo per la protesta di chi è solo di fronte ad un futuro che nessuna politica, dal Governo centrale in giù, è ancora riuscita a disegnare, pensare, disciplinare. Come se la stagione estiva fosse lontana anni luce o si svolgesse su un altro pianeta. E di «incertezza e mancanza di chiarezza da parte del Governo e della Regione» parla proprio il comunicato dei commercianti del comune di Camaiore. «Ci riferiamo», si legge nella nota, «alle difficoltà di interpretazione normativa, a tutte le difficoltà di riapertura e al futuro occupazionale dei nostri addetti. In comuni come il nostro, ad alta valenza turistica, l’immobilizzazione commerciale produrrà effetti devastanti sulla nostra economia di territorio».

Tra le questioni che i commercianti porranno al comune di Camaiore anche quella «della necessità di wc chimici lungo la Passeggiata dove si tengono i mercati», così la voce di Carmelo Donzella, presidente del Centro commerciale naturale di Lido. Perché sanificare i bagni dei locali dopo ogni avventore - questa è una delle previsioni - «avrà costi che non tutti potranno sostenere. E così finirà che i wc saranno irrimediabilmente guasti a lungo».

Per i tanti gestori di attività di ogni tipo che hanno aderito alla protesta a Viareggio, Fabio Gentili, titolare del bar-trattoria “Nostromo”, uno di quelli che non si è fermato un attimo in una Darsena che ha cercato di resistere, sottolinea: «La nostra è una forma di protesta pacifica e non è legata a nessun partito politico. Siamo semplici cittadini che cercano risposte e un appoggio da parte del sindaco Del Ghingaro affinché ci aiuti a far arrivare la nostra voce, il nostro grido di aiuto al Governo centrale. Abbiamo bisogno di misure economiche che aiutino noi a ripartire e che diano dignità ai nostri dipendenti». Misure tra le quali la più necessaria è «revisione l’intera tassazione riguardante ogni settore produttivo colpito da questa emergenza».

Fino a tutto oggi le chiavi vengono raccolte al “Nostromo” in via Coppino e Bar Prati in Passeggiata, Viareggio, al panificio “Be’ mi forno” di Torre del Lago . —

Donatella Francesconi

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