Gioco
Gaia: tutte in sicurezza le operazioni al depuratore del Pollino
PIETRASANTA
«Abbiamo lavorato, fin da subito, con l’obiettivo di garantire sicurezza agli utenti finali e ai dipendenti». Parole a firma del cda di Gaia a margine della questione dei fanghi del depuratore del Pollino e sulle norme previste dall’emergenza sanitaria.
«Nello specifico, la gestione degli impianti di depurazione, di cui Gaia, in quanto affidataria del servizio idrico integrato, è referente (e non le amministrazioni comunali), viene condotta nel pieno rispetto delle raccomandazioni dell’Istituto superiore di sanità. Ovviamente anche il depuratore del Pollino a Pietrasanta rispetta le procedure stabilite: qui i fanghi vengono caricati in cassoni scarrabili con apposite coclee trasportatrici all’interno di un capannone chiuso. Una volta riempiti i cassoni vengono chiusi a loro volta – si legge in una nota – con un proprio sistema di copertura, e tali rimangono durante le fasi di carico, effettuate di volta in volta dal solo autista del trasportatore, senza l’intervento degli addetti. I fanghi vengono poi trasferiti presso impianti che, prima del recupero finale in agricoltura, li sottopongono a trattamenti di compostaggio, digestione anaerobica o stabilizzazione con calce, come raccomanda Iss. Ricordiamo che fin dall’inizio dell’emergenza, la società si è adoperata con tutti i mezzi a disposizione per contenere la diffusione del virus adottando le opportune misure di sicurezza, nella consapevolezza di dover sempre garantire un adeguato livello di servizio, irrinunciabile per la collettività».
«Gli operativi – precisano da Gaia – continuano a scendere in strada a riparare perdite, di sostituire fognature e controllare impianti; gli amministrativi a svolgere le proprie funzioni e ad assistere in consulenza gli utenti. Per salvaguardare la salute e la sicurezza di questi dipendenti, oltre 500 persone che operano per la collettività, Gaia si è impegnata nello sviluppo di un Piano emergenziale a cui ha lavorato un gruppo di lavoro interno, appositamente costituito, già da inizio febbraio. Il piano ha definito, in caso di pandemia, le modalità di erogazione dei servizi prioritari, attraverso una strategica allocazione di personale, fissando contemporaneamente strumenti, dispositivi e procedure da utilizzare per la salvaguardia della salute di dipendenti e utenti». —
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