Italia
«Con la sua creatività è stato un protagonista della rinascita di Capezzano»
Del Dotto racconta non solo l’imprenditore ma anche l’amico: è stato un uomo generoso, un vero e proprio pilastro della nostra comunità
camaiore
La morte di Vittoriano Pierucci, fondatore e titolare del ristorante La Dogana, ha scosso l’intera comunità di Camaiore. Anche il sindaco Alessandro Del Dotto ha voluto ricordarlo, non solo come imprenditore, ma anche come amico.
«La scomparsa di Vittoriano lascia un grande vuoto in tutti quelli che lo hanno conosciuto – scrive il primo cittadino – a Lida, Daniele e Barbara e a tutti i familiari, va il mio più profondo cordoglio personale, insieme a quello della comunità di Capezzano, del Comune di Camaiore e di tutta la Versilia. Vittò è stato il protagonista della rinascita di Capezzano, grazie alla costante crescita della sua Dogana che ha raggiunto le stelle della Versilia – diventando “il ristorante dei Presidenti”, con lo storico incontro fra Gauk e Napolitano – ma non solo».
Del Dotto racconta gli affetti che erano entrati della storia del paese: «Vittò, un creativo, inseparabile con Robé il barbiere e Luca Rocchi, ha contribuito alla rigenerazione dei legami di una comunità locale, diventando per me, Sara Pescaglini, Sandra Galeotti e l’amministrazione, il compagno dell’avventura degli orti nelle scuole, della riscoperta della vendemmia e della mietitura, della progettazione del nuovo servizio rifiuti per la ristorazione, fino alla rivoluzione del “pranzo delle befane”, dove generosamente ha messo a disposizione la sua cucina per eventi conviviali che sono la storia d’oro della nostra Capezzano».
E conclude: «Non avrei altre parole per ricordare Vittoriano se non con il ritratto della generosità, quella sana e genuina di un padre, di un marito, di un nonno e di pilastro di una comunità. In questo momento mi è difficile persino scrivere e credo di avvertire, come tutti, lo strappo terribile di una malattia che fa svanire le persone in un battito di ciglia, durato poco più di un mese. Ma se il virus pensa di aver distrutto, insieme ai corpi, le storie delle persone che si è portato via, si sbaglia di grosso: niente potrà mai cancellare lo spirito e l’energia di chi ha saputo essere faro di valori e amore, per la propria famiglia e per la propria terra, nella buia epoca delle ingiustizie e delle disuguaglianze. E tornerà il tempo in cui potremo, insieme alla famiglia e alla comunità, ricordare Vittò oggi e per il futuro». —
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