Gioco
Niente visita specialistica al bimbo che si sente male
PIETRASANTA
Francesco, nome di fantasia, ha dieci anni; gioca, studia, guarda la televisione e trascorre le sue ore fra le mura di casa come tanti altri bambini in questo periodo di quarantena. Qualche giorno fa però Francesco chiama la mamma dicendole che sente forti dolori al petto; i genitori ovviamente si preoccupano allertando il 118. Un fatto episodico innescato dall’ansia di questi momenti difficili? Chissà, sta di fatto che Francesco riprende la sua vita normale fin quando, nei giorni successivi, i dolori al petto si ripresentano e allora visto che la mamma di Francesco ha avuto in passato problemi al cuore e visto ancora che nei giorni del Covid-19 i genitori preferiscono evitare al piccolo il pronto soccorso, lo portano dal pediatra che a questo punto vuole vederci chiaro consigliando di mettere l’holter per monitorare la situazione cardiologica e una visita presso l'Opa di Massa. E qui si innesca il paradosso: i genitori telefonano al Cup per prenotare l’appuntamento, ma la risposta del personale addetto non si presta ad interpretazioni: non si fanno visite se non di carattere urgente. E l’urgenza, nella prescrizione del pediatra non è menzionata.
«Siamo preoccupati: come si fa a non fissare una visita se e’ lo stesso pediatra - chiedono i genitori - a prescriverla? Dobbiamo aspettare che Francesco si aggravi per far si che qualcuno ci dica quale sia il suo problema? Il sistema sanitario deve seguire e curare, se necessario, un bambino, anche nei giorni dell’emergenza covid senza dovere aspettare che la situazione diventi, come richiesto, urgente». —
L.B.
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