La protesta
Debiti fuori bilancio dalle cause vinte dai cittadini contro ICare
I giudici tributari hanno stabilito che la richiesta di pagamenti va ben motivata Alcuni ricorsi persi dalla società pubblica perché mancava la notifica
viareggio
Oltre 16mila euro (16.730,45) di debiti fuori bilancio derivanti dalle sentenze delle commissioni tributarie provinciali che hanno visto ICare soccombente nei ricorsi presentati da cittadini ed imprese. Interessante è la lettura delle sentenze allegate alla delibera di riconoscimenti dei debiti fuori bilancio che l’assessore Laura Servetti porterà al voto del prossimo consiglio comunale. In particolare là dove più volte i giudici tributari del Tribunale di Lucca rilevano una mancanza di motivazione negli atti che i contribuenti hanno ignorato. In qualche caso, ICare - nel battere cassa alla porta dei cittadini - avrebbe utilizzato uno schema di motivazioni che i giudici hanno definito «troppo generico e stereotipato, e tale da non consentire di comprendere le ragioni della pretesa impositiva». La formula adottata e contestata dalla società partecipata interamente pubblica presieduta da Moreno Pagnini, era la seguente, si legge in ricorso relativo al versamento dell’Imu 2013 e 1024: «Si rileva che il versamento dell’imposta per l’anno in oggetto di accertamento risulta inferiore a quello dovuto».
Di fronte alle motivazioni dei giudici tributari la funzionaria del Comune di Viareggio oggi responsabile dell’Ufficio tributi tornato all’amministrazione comunale scrive: «L’Ufficio prende atto dell’orientamento della Commissione tributaria in quanto trattasi di difetto di motivazione non sanabile».
Singolare la richiesta di pagamento di Imu 2013 e 2014 e di Ici 2009 per un fabbricato di Torre del Lago che insiste su un’area espropriata dal Comune nell’ormai lontano 2001. Fabbricato del quale, però, esiste solo un progetto tecnico, mai realizzato, in sostituzione di una baracca per attrezzi che è stata comunque demolita.
In alcuni casi le sentenze danno ragione ai contribuenti in quanto manca del tutto la notifica degli atti. Interessante è quanto scrive la funzionaria Alice Valchera in relazione ad una delle sentenze vinte che oggi diventa debito fuori bilancio: «L’Ufficio, verificato che l’atto probabilmente non è mai stato neppure stampato (e quindi neppure notificato da parte di ICare, prende atto dell’orientamento della Commissione tributaria e non ritiene utile procedere in appello».
ICare - che in alcuni casi ha proceduto ad annullare in auto tutela le richieste inviate ai contribuenti - in più di un contenzioso ha scelto di non costituirsi di fronte alla Commissioni tributaria. —
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