Gioco
La proposta: «Cicloturismo per salvare l’estate in Versilia»
VIAREGGIO. Le grandi città, italiane e non, stanno valutando di riconvertire alcune importanti arterie urbane in piste ciclabili, come strumento per contrastare l’affollamento – impossibile per ragioni sanitarie – dei mezzi pubblici in vista della ripresa graduale delle attività produttive, del commercio, e degli spostamenti. Massimo Ceragioli e Giovanna Simonelli sono due architetti che si occupano di mobilità ciclabile e relativa progettazione, impegnati da tempo anche in progetti finanziati dalla Regione Toscana. «A Roma la Federazione BiciAmici (Fiab) propone la percorribilità di tutte le corsie preferenziali alle biciclette, la possibilità di parcheggiare le bici sui marciapiedi, la realizzazione di Zone 30, (dove la velocità massima consentita è 30 chilometri l’ora), convenzioni con le società di bike sharing, agevolazioni per acquisto delle biciclette», raccontano i due professionisti viareggini. L’idea è che le due ruote possano “salvare” pezzi di stagione turistica in Versilia, dove già da tempo è alta la richiesta di vacanze che prevedano tour in bicicletta. «Soluzioni simili potrebbero essere adattate anche alla Versilia per le vacanze di quest’anno, ma non solo. Quello che ci manca oggi per poter tornare serenamente alla “normalità” sono gli spazi, pubblici e naturali». Per cui, chi si sposterà per una vacanza dovendo fare i conti con tutte le restrizioni che verranno cercherà occasioni per vivere all’aria aperta.
Dunque – così la riflessione proposta da Ceragioli e Simonelli – «le Apuane potrebbero finalmente vedere valorizzata la fitta rete di sentieri, riducendo così la pressione sulle spiagge e tendendo comunque il turismo sul nostro territorio. E gli argini della rete di canali che attraversa la piana della Versilia potrebbero essere utilizzati sia per gli spostamenti a piedi o in bici, sia quale percorso di una semplice passeggiata vicino casa».
Per quanto riguarda, invece, la vita quotidiana, la proposta è quella della «creazione di Zone20, dove i pedoni e i ciclisti hanno la precedenza sui mezzi a motore per i quali la velocità massima consentita è di 20 chilometri/ora. In questo modo si aumenterebbe lo spazio per la circolazione di pedoni e bici facilitando il rispetto delle distanze».
Infine, il tema delicato della ripresa della scuola: «Potrebbero essere chiuse alle auto alcune strade così da consentire agli studenti, ma non solo, di andare a scuola in bici in sicurezza evitando di prendere i mezzi pubblici dove è più difficile mantenere il distanziamento necessario».
Insomma, ora che gli affollamenti spaventano, concludono i due architetti, «forse potremmo evitare il plexiglas sulle spiagge e magari riscoprire nuovi luoghi».
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