Il Tirreno

Versilia

Lieto fine 

La famiglia che l’aveva riportata al canile ci ha ripensato: Mia è di nuovo a casa

Luca Basile
La famiglia che l’aveva riportata al canile ci ha ripensato: Mia è di nuovo a casa

Dopo l’appello lanciato dall’associazione Nati Liberi in molti si sono fatti avanti disposti ad adottarla

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PIETRASANTA. Le storie a lieto fine, che non necessariamente sono favole, ci sono anche nei giorni del dolore e delle sensibilità rarefatte. E Mia, la cagnolina di tre anni che a causa di maltrattamenti soffre di crisi epilettiche e che sembrava destinata a vedere sfiorire la propria vita in un canile, porta con sé, proprio in questi momenti difficili, un messaggio di speranza. Di cose belle.

Facciamo un passo indietro: due giorni fa abbiamo raccontato di questo meticcio di 10 chili di vivacità e tenerezze che, nonostante un breve percorso di vita tormentato, ha una straordinaria empatia con gli umani. Sa farli sorridere, sa farsi amare, anche se in cambio ha purtroppo, e spesso, ricevuto tutt’altro.

Il fatto è che l’ultima crisi epilettica subita da Mia ha sconvolto la famiglia che l’aveva adottata a tal punto da farli chiamare l’associazione di riferimento – Nati Liberi Versilia onlus – per comunicare la decisione di “ridare indietro” il cane. Come un pacco ammaccato da restituire al mittente.

E così abbiamo raccolto l’appello del presidente della stessa associazione, l’avvocato Michela Bertolozzi: «Mia non può stare in una gabbia: le sue crisi epilettiche si possono tenere sotto controllo con una pasticca al giorno, ma se finisce in un canile, se non è sotto lo sguardo di qualcuno, visto che queste crisi sono improvvise, rischia molto. Serve il buon cuore di chi ci legge per una nuova adozione. Darà molto di più di quello che mai potrà ricevere nella sua vita».

Parole, quelle di Michela Bertolozzi, che evidentemente sono arrivate proprio al cuore di molte persone: l’articolo dedicato a Mia è uscito su Il Tirreno domenica scorsa e già nella serata del giorno stesso si sono proposte in cinque famiglie per adottarla. Ma molti altri, ci riferiamo anche a diversi nostri lettori, si sono interessati. Una risposta straordinaria, emozionante e per certi versi inaspettata perché, in fondo, come detto, queste sono settimane difficili dove il nostro quotidiano è un susseguirsi di incertezze, timori e dove ancora noi stessi siamo sotto la cappa di un’asfissiante centrifuga mentale. «Eppure ci hanno telefonato in tanti per dare una casa a Mia. Ed è stato bellissimo» fanno sapere dall’associazione.

Ma l’epilogo, di questa storia, è inaspettato: la famiglia che aveva deciso di riportare Mia al canile ci ha ripensato. «Mi hanno chiamata – precisa Bertolozzi – dicendo che erano stati presi dallo sconforto, dalla paura dopo quella crisi epilettica del cane, ma che vogliono tenere Mia con loro, perché lì è felice e perché ancora fa parte di una famiglia che le vuole un gran bene, sempre che sia possibile». E così sarà. —


 

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di Redazione web