La protesta
Vertice sui rifiuti Massarosa non vuole quelli dal Lazio
A Pioppogatto destinate 13mila tonnellate da Roma Coluccini: «Si implementi l’arrivo di quelli toscani»
Cesare Bonifazi / MaSSAROSA
Ribadirà il proprio “no” davanti a tutti gli amministratori della Versilia. Alberto Coluccini, sindaco di Massarosa, porta avanti la propria battaglia affinché venga meno l’accordo tra il presidente della Regione Toscana, Enrico Rossi, e il suo omologo laziale, Nicola Zingaretti che prevede che alcuni rifiuti del Lazio vengano smaltiti nell’impianto di Pioppogatto.
Secondo l’intesa tra le due amministrazioni regionali, a Massarosa dovrebbero arrivare all’incirca 13 mila tonnellate di spazzatura una tantum provenienti da Roma e dal resto della Regione. Un accordo che il primo cittadino di Massarosa non ha mai digerito perché, dice, «è passato sopra alla sua testa, senza interpellare l’amministrazione comunale coinvolta».
Proprio per questo, nel vertice che Coluccini ha convocato in videoconferenza per questa settimana, il sindaco ha intenzione di convincere i suoi omologhi versiliesi affinché la sua voce non sia sola lungo la costa.
«Non c’è alcun bisogno di far arrivare tutti questi rifiuti proprio a Massarosa - spiega Coluccini - sicuramente nel Lazio c’è un problema ma questa non è una ragione sufficiente perché la cosa ricada su di noi senza neanche farcelo sapere, se non a cose fatte. Non sono neanche giustificabili le spiegazioni di chi dice che l’arrivo di questi rifiuti è giustificato dalle esigenze produttive dell’impianto perché è un falso problema. Si tratta piuttosto di utilizzare in maniera migliore i rifiuti dell’ambito territoriale nostro. La verità è che qualcuno ha deciso di smettere di portare oltre 60 mila tonnellate di rifiuti nel nostro ambito Ato quindi il problema semmai è un altro. Il punto infatti - spiega il sindaco - è che i nostri rifiuti dell’Ato Costa li portiamo altrove e poi prendiamo quelli del Lazio e senza nessuna indennità di disagio ambientale o royalty per il Comune che ospita l’impianto».
Coluccini spera dunque di far breccia sui suoi colleghi perché questa cosa non accada: «A questo si aggiunge che dall’ultima mia comunicazione - conclude - non ho ricevuto alcuna risposta da Firenze». —
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