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Buoni spesa, le domande respinte a Viareggio sono 753 su 2.150 In consiglio le misure per l’economia

Donatella francesconi

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VIAREGGIO

Consiglio comunale domattina con Giunta e consiglieri collegati in chat ed il pubblico che dovrà attendere la registrazione quando sarà sul sito dell’Ente che non ha organizzato una visione pubblica (o anche solo l’ascolto audio come fa, per esempio, il Comune di Seravezza) per le sedute che per legge restano pubbliche anche ai tempi del virus.

Vanno al voto le misure a sostegno dell’economia nell’emergenza sanitaria (peraltro quelle “tarate” su un tutto chiuso che avrebbe dovuto terminare il 3 aprile mentre ora si slitta di un mese) e relativa variazione di bilancio. Nell’incontro informale dello scorso fine settimana tra consiglieri e amministrazione si è tornati a discutere, tra l’altro, dei buoni spesi per i quali il Comune di Viareggio ha ricevuto poco più di 300mila euro (333.338,62 euro) dal Governo.

L’assessore al sociale, Gabriele Tomei, ha fatto il punto alla data del 15 aprile: 917 sono state le richieste accolte su un totale di 2.150 domande, delle quali 1.650 accessi lavorati dagli uffici comunali, 500 da lavorare Di queste 917, sono 489 nella fascia1, la più disagiata, nella quale si trovano le persone in affitto, senza reddito almeno da gennaio, senza depositi bancari e senza alcun tipo di contributo; 229 per la fascia2, ovvero le persone che non hanno nessuna entrata da fine febbraio, con depositi bancari minimi, in affitto e in attesa di misure dello stato (Naspi, Cassa integrazione, partite Iva); e 200 nella fascia3, ovvero quanti hanno avuto reddito fino a marzo, vivono in casa di proprietà e già percepiscono un ammortizzatore sociale, quale che sia.

Sono state, invece, 753 le domande respinte. Delle quali 223 perché «ripetute o illeggibili», ha spiegato Tomei; e 250 sono state invece escluse «per mancanza di requisiti, verificati a seguito di intervista telefonica».

Dal confronto amministratori consiglieri è emerso che con questi numeri la cifra inviata dal Governo è terminata. E l’amministrazione comunale sta valutando eventuali altre fonti di finanziamento per il sostegno a quelle famiglie che si sono ritrovate di punto in bianco a non disporre neppure di chi acquistare i generi di prima necessità. —

Donatella francesconi

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