Il Tirreno

Versilia

L’omaggio 

Un incontro alla Versiliana per ricordare Luis Sepulveda

L.B.
Un incontro alla Versiliana per ricordare Luis Sepulveda

Il presidente della Fondazione Benedetti: «ll virus si è portato via uno scrittore straordinario ma non i suoi personaggi, i suoi luoghi, le sue idee di libertà»

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PIETRASANTA

L’amore, ricambiato, di Luis Sepulveda per la Versilia e in particolare per Pietrasanta non finirà per essere celato dal ricordo. Quanto meno questa è l’idea che ha spinto la Fondazione Versiliana e il suo presidente, Alfredo Benedetti, a progettare un incontro, in agenda durante la prossima stagione del Caffè, nel nome del grande scrittore cileno scomparso due giorni fa.

Una morte, a 70 anni, a causa del coronavirus, che ha commosso e coinvolto, emotivamente, la comunità. Del resto era stata proprio la Versiliana ad accogliere, per la prima volta Sepulveda, oltre 20 anni fa, grazie alla sua amicizia con Romano Battaglia, storico patron del Caffè.

«Anch’io come molti concittadini ho avuto l’onore di conoscere Luis Sepúlveda – racconta Benedetti – con Pietrasanta aveva instaurato un profondo legame: era molto amico di Battaglia e per questo è stato più volte ospite degli incontri letterari del Caffè della Versiliana ed era stato insignito della cittadinanza poetica – nel 1998 – e successivamente onoraria – nel 2005. Era un amante della libertà, un pensatore autonomo, uno scrittore che con parole leggere ha saputo esprimere concetti profondi, dall’impegno ambientalista alla lotta per la democrazia. Lo ha fatto attraverso le sue storie ed i suoi personaggi, lasciando sullo sfondo della narrazione messaggi di grande significato. Amministratori, scrittori, giornalisti, personaggi del territorio, semplici cittadini sono queste le persone – aggiunge Benedetti – che intendiamo coinvolgere in uno dei nostri prossimi incontri estivi. In tanti ricordano quando Sepúlveda si presentò su invito della maestra Maura Fornari al teatro di Pietrasanta, sorprendendo tutti, per vedere la recita scolastica della Gabbianella ed il gatto che insegnava ai bambini a volersi bene tra diversi, ma soprattutto a osare per imparare a volare. Il virus si è portato via uno scrittore straordinario, ma non i suoi personaggi, i suoi luoghi, le sue idee di libertà». —

L.B.

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