Gioco
La Piccola Atene della Versilia piange il concittadino Sepulveda
L’amicizia con Romano Battaglia, il legame con Pietrasanta, l’omaggio ai cavatori.
Mallegni e Giovannetti: «Resterà per sempre un amico speciale di tutti noi»
PIETRASANTA. La voce di Luis Sepulveda si è spenta, ma l’eco delle sue parole scritte resterà indelebile nel cuore di molti. Anche e soprattutto in terra di Pietrasanta che, nel 2005, aveva conferito allo scrittore cileno, scomparso ieri mattina a Oviedo all’età di 70 anni vittima del coronavirus, la cittadinanza onoraria.
Un uomo di straordinaria cultura, Sepulveda, ma anche di rara sensibilità di approccio e di modi: il suo sorriso, a chiosa della recita, a teatro, dei bambini delle scuole Ricci del Pollino chiamati a rappresentare “Storia di una gabbianella e del gatto che le insegnò a volare” è infatti ancora custodito nella memoria di molti di quei bambini oggi diventati adulti.
Ad accompagnare, per primo, Sepulveda a Pietrasanta fu l’amico Romano Battaglia: erano gli anni del Caffè della Versiliana, della cultura che tracimava in ogni dove della Piccola Atene. E di quell’atmosfera, così come di una comunità così impegnata e vogliosa di partecipare, Sepulveda si innamorò. Tanto da ricevere, era il 1998, la cittadinanza poetica su proposta dell’allora presidente del consiglio comunale Domenico Lombardi.
Un anno prima, la maestra Maura Fornari della scuola del Pollino inviò allo scrittore una lettera: «Venga a vedere lo spettacolo de “La Gabbianella ed il Gatto” che i miei alunni metteranno in scena a giugno. Sarebbe bello» scrisse l’insegnante. Una richiesta ispirata dal cuore semplice ma sincero dei bambini. E Sepulveda arrivò.
«Una serata dove lo scrittore cileno, in tutta semplicità, si mise in disparte, a seguire la recita per poi salire, su palco, invitato da una bambina, a raccogliere il giusto applauso» è il ricordo di chi era presente. Sepulveda tornò altre volte sempre per incontrare i ragazzi delle scuole e partecipare ad alcuni incontri. L’ultimo nel 2011 nel Chiostro di S. Agostino. Conosceva bene Pietrasanta e la Versilia. Scrisse anche un racconto dedicato ai cavatori: visitò le Cave delle Cervaiole sul Monte Altissimo.
«Mi impressionò il suo sguardo pieno unito alla fierezza delle origini, ma anche all’umiltà. Avrebbe potuto atteggiarsi a personaggio internazionale, da star, ma manteneva sempre quel profilo basso ed imponente allo stesso tempo – racconta Massimo Mallegni che nel 2005, da sindaco di Pietrasanta, conferì allo scrittore la cittadinanza onoraria – ha lasciato tanti ricordi nella nostra città, in molte persone, in tanti bambini che ha incontrato durante gli incontri nelle scuole che oggi sono adulti. Il suo nome resterà legato alla nostra città nell’eternità».
«Aveva intenzione di tornarci a trovare per incontrare nuovamente i ragazzi delle nostre scuole e magari partecipare ad uno degli incontri al Caffè della Versiliana. Alla moglie, ai familiari le più sincere condoglianze da parte della città di Pietrasanta. Sepulveda resterà per sempre un amico speciale di tutti noi» è il pensiero del sindaco Alberto Giovannetti.
«Molti versiliesi – ricorda Chiara Sacchetti, Pd Versilia – avevano avuto il piacere di incontrarlo a Viareggio o a Pietrasanta, negli appuntamenti letterari, dove aveva confermato la sua modestia, il suo talento, il suo stare sempre e comunque dalla parte degli ultimi».
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