Gioco
Il ricordo di Marta, la gabbianella della recita del '98: "Quando Sepúlveda mi prese in braccio e mi fece volare"
Lo scrittore cileno era ospite nella scuola elementare a Pietrasanta: un'alunna racconta le grandi emozioni di quel giorno
PIETRASANTA. Era il giugno del 1998, quando la scuola elementare del Pollino a Pietrasanta portava in scena la recita basata sul libro "Storia di una gabbianella e del gatto che le insegnò a volare". I bambini erano molto entusiasti di salire sul palco, ma lo furono ancora di più quando seppero chi c'era a vederli: sì, c'era proprio Luis Sepúlveda (qui il nostro articolo di allora), l'autore di questo celebre testo, morto oggi a 70 anni. Uno scrittore molto legato alla Toscana: la sua nonna materna era di Livorno.
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A ricordare quel magico momento è Marta Giovannetti, che con un post su Facebook racconta le emozioni di quella giornata. Emozioni forti per lei... "Quando ero in seconda elementare - scrive Marta, che ora di professione fa l'archeologa medievale - il corpo docente della mia scuola decise di impegnarsi nella realizzazione di una rappresentazione teatrale basata sul libro "Storia di una gabbianella e del gatto che le insegnò a volare", di Luis Sepúlveda. Io venni scelta per interpretare la gabbianella e mi feci preparare dalla sarta un bellissimo vestitino bianco dotato di ali; sulla testa, una fascetta piena di piume che mi rendeva tanto fiera. Io e i miei compagni abbiamo provato le varie scene per l'intero anno scolastico e alla fine giunse quella sera di giugno".
Il post prosegue: "L'autore era stato invitato e, contro ogni possibile previsione, si presentò, insieme alla sua interprete. Li vedevo, seduti accanto, semplici nella loro eleganza, come se non fossero poi così diversi dalle centinaia di coppie di genitori distribuiti sulle altre poltroncine. Alla fine della recita, scesi dal palco su indicazione di una delle maestre, andai da Luis e lo presi per mano, trascinandolo così che potesse ricevere l'applauso che anche lui, la mente e l'anima dietro a un così bel libro, sicuramente meritava. All'improvviso mi prese in braccio, mi sollevò in alto e mi disse, forte e chiaro: "Vola!" Io rimasi interdetta per un solo secondo, poi feci come richiesto: mi misi a sbattere le braccia, e lui sorrise, così genuinamente felice. Grazie per aver donato al mondo la tua anima, trasformandola in parole così che tutti noi potessimo goderne".
Marta chiuse così il suo ricordo: Oggi è un giorno triste, in cui questo cielo splendente, azzurro e pieno di sole ti accoglie. E così col mio pensiero, non potendo fare altrimenti, lo guardo e dico ciò che tu hai detto a me: "Vola!" Vola, Luis.
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