Toscana
Otto contagiati alla clinica Barbantini
Sono sette pazienti tra casa di cura e residenza anziani più un’operatrice sociosanitaria La direzione: rispettati tutti i protocolli
viareggio
Otto casi di positività al virus si registrano alla clinica Barbantini: sette sono pazienti, di cui uno della residenza per anziani e sei della casa di cura. Contagiata anche un’operatrice sociosanitaria, che sarebbe del tutto asintomatica. Tra i pazienti sono in due ad avere le condizioni di salute più complesse: per entrambi si è reso necessario il ricovero in medicina al Versilia.
Per quanto riguarda gli altri pazienti, al momento restano in cura e monitorati all’interno della clinica dopo l’inizio della terapia antivirale.
Dalla direzione della clinica Barbantini spiegano che «sono stati seguiti tutti i protocolli previsti in questi casi. Abbiamo immediatamente avvertito l’Asl, così come abbiamo dato comunicazione al sindaco Giorgio Del Ghingaro di quanto accaduto. Anche i familiari delle persone positive al virus sono stati subito avvertiti e messi al corrente del quadro della situazione. Vogliamo sottolineare – proseguono dalla direzione della Barbantini – che dall’inizio dell’emergenza coronavirus abbiamo lavorato nelle condizioni richieste dalle normative per il contenimento del contagio, con le misure di sicurezza necessarie per pazienti e personale, come del resto può testimoniare la stessa Asl con cui siamo costantemente in contatto. Ci teniamo a ribadire che la nostra è una struttura sanitaria dove niente viene sottovalutato e lasciato al caso».
La clinica Barbantini è una delle strutture sanitarie private più note in Versilia, assieme al San Camillo di Fortre dei Marmi, con cui tra l’altro condivide la proprietà. È un centro medico convenzionato da sempre con l’Asl per ricoveri, visite ed esami medici.
La situazione dei contagi in Versilia, anche se si è registrato un rallentamento, resta da monitorare con attenzione. In questo senso i medici continuano a sollecitare prudenza e il rispetto delle misure di sicurezza. Oltre a invitare a non sottovalutare alcun tipo di sintomo, anche il più banale. Le precauzioni continuano ad essere necessarie e lo saranno anche dopo il 3 maggio, quando inizierà – si spera – la fase 2. —
matteo tuccini
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