Il Tirreno

Versilia

«L’imbarazzo dei nuovi poveri in fila per il pacco spesa»

Cesare Bonifazi
«L’imbarazzo dei nuovi poveri in fila per il pacco spesa»

Rino del Greco, presidente della Consulta del volontariato, racconta i momenti difficili dei massarosesi e l’impegno degli operatori 

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il racconto

Rino Del Greco ha 72 anni di cui quasi trenta al servizio della sua comunità come volontario. Da sempre infatti fa parte dell’Avis di Stiava e da due è presidente della Consulta comunale del volontariato di Massarosa, l’organismo comunale che riunisce tutte le associazioni del territorio per fare rete.

«Negli ultimi tempi, da quando c’è l’emergenza Coronavirus, il nostro lavoro si è intensificato: aiutiamo con i pacchi spesa e consegniamo le mascherine - racconta - sono aumentate le famiglie che chiedono aiuto alle associazioni per avere qualcosa da mangiare. Solitamente ne aiutavamo, con i progetti del cibo donato, una ventina. Adesso sono praticamente raddoppiate. Molti, costretti a rimanere in casa senza un lavoro, non hanno più niente e non riescono a fare la spesa. È un vero dramma. Un episodio che mi ha fatto salire le lacrime agli occhi è avvenuto pochi giorni fa: si presenta in sede un signore con il figlio piccolo per prendere il pacco della spesa. Dentro c’è pasta, pomodori, marmellate, olio. I generi di prima necessità, insomma. Io sono entrato nella stanza mentre lui era lì. Ci conosciamo bene e ho visto nei suoi occhi si sono raggelati, ha abbassato lo sguardo e ha pianto andandosene il prima che poteva. Una scena che mi ha fatto commuovere. Ci sono molte famiglie che prima lavoravano e che adesso sono in difficoltà. Vengono da noi ma lo fanno la sera, quando poche persone possono vederli. Si vergognano e anche per noi è una sofferenza».

Ma ci sono anche molte luci in questa oscurità: «Riceviamo tantissime chiamate - dice - di quelle attività di generi alimentari che sono rimaste aperte: negozi, forni, pizzerie a domicilio. Tutti vogliono offrire ciò che andrebbe buttato per aiutare gli altri. Questo ci dà la speranza per quando usciremo: sarà dura riprendesi e gli strascichi ce li porteremo fino alla fine dell’anno. Ma in cuor mio credo che questa esperienza, pur nel dramma, ci renderà migliori». —

Cesare Bonifazi

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di Redazione web