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Versilia

L’ultras del Viareggio che fa leggere il centro città

Roy Lepore
L’ultras del Viareggio che fa leggere il centro città

Alessandro Mosa gestisce l’edicola vicino all’ex ospedale Tabarracci «Tifiamo tutti insieme perché si possa presto tornare alla normalità»

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VIAREGGIO

Sono undici anni che Alessandro Mosa, originario di Milano, ma ormai viareggino di adozione, gestisce con la sua famiglia l'edicola in via Fratti vicino all'ex ospedale Tabaracci. «Prima ne avevo avuta una al Marco Polo, poi ci siamo trasferiti qui - dice - sono contento di come vanno gli affari, anche in questa fase in cui le persone devono stare in casa ma approfittano per uscire almeno per poco per venire a comprare il giornale, visto che questo è consentito dalle varie ordinanze che sono state emanate in questo periodo».

Questa è una zona dove d’estate ci sono molti villeggianti e turisti, in questo periodo invece è frequentata solo dai residenti. «La mia clientale è più o meno la stessa tutto l’anno - aggiunge Mosa - in questo periodo vanno per la maggiore i cruciverba ed anche i settimanali di gossip. Le persone vogliono anche liberarsi un po' la mente delle solite notizie purtroppo negative della cronaca di questi giorni e quindi hanno voglia di rilassarsi con qualche pettegolezzo che vede protagonisti qualche vip famoso».

Alessandro Mosa ha un trascorso da ultras del Viareggio calcio. «Mi sento sempre Ultras - confessa - sono collegato a una chat dove noi tifosi bianconeri restiamo in contatto fra noi. Ultras si rimane per sempre, anche se ormai non frequento da tempo la gradinata centrale dello stadio dei Pini, fra l'altro chiuso purtroppo da anni. Mio padre, pur essendo viareggino, ha lavorato a Milano per diversi anni, quindi ho fatto le scuole lì, però venivamo a Viareggio il fine settimana ed è stato così che fin da piccolo ho iniziato a frequentare alcuni amici che erano Ultras della squadra e lo sono diventato anch'io. Addirittura partivo da Milano la domenica per venire a seguire il Viareggio anche nelle trasferte più lontane, ricordo Mantova, Rimini e una Tolentino. Mi mancano un po' quei periodi, ma nella vita di ognuno di noi ci sono momenti in cui si possono fare certe cose. Adesso sono concentrato nella mia attività che sinceramente mi dà delle soddisfazioni. In questa zona sono solo, porto qualche giornale ad una rivendita d tabacchi poco distante in modo che può venderli anche lui, è un accordo che abbiamo preso, è un modo anche per non far spostare alcune persone che abitano in quel tratto di strada. A qualche anziano, quando vado a casa porto il giornale a domicilio, ma come detto la maggior parte della clientela viene in edicola. A questo punto tutti tifiamo perché si possa tornare alla normalità il prima possibile. Da commerciante penso anche a tanti colleghi che attendono con ansia di ripartire, perché i problemi economici poi alla lunga si faranno sentire». —

Roy Lepore

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