Gioco
Silvia, vigilessa nella vita e sarta di mascherine in quarantena
Da quando è in isolamento ha cucito insieme alla madre 500 protezioni e le ha donate all'ospedale, ai colleghi e ad alcune associazioni
PIETRASANTA. Prosegue la corsa solidale dei cittadini. In questo caso protagonista è Silvia Landi, agente di polizia municipale a Pietrasanta, che da quando è iniziata la quarantena ha cucito insieme alla madre 500 mascherine. Armandosi di pazienza, buon filo, scampoli di ottimo cotone conservati gelosamente in casa per le occasioni importanti, ha dedicato il tempo libero alla macchina da cucire. L’idea dell’impossibilità di reperire barriere per le vie respiratorie non le piaceva. Così dapprima ha avviato la macchina per confezionare i presidi per i suoi familiari, poi per colleghi e amici, infine ha iniziato a chiedere in giro dove vi fosse bisogno.
Le prime mascherine sono andate all’ospedale Versilia introdotte da un amico medico, destinate a familiari e visitatori dei degenti. Un gesto importante per loro, ma soprattutto per chi era ricoverato. Immedesimandosi in quelle madri che anche solo per un punto di sutura hanno dovuto portare i figli in ospedale, con il timore di incorrere nel rischio del contagio, ne ha recapitate in Pediatria. «Perché non regalare ai bambini qualcosa di colorato - dice Silvia - che li facesse sentire meno pazienti e più umani». Quelle per i colleghi invece erano invece azzurre, realizzate con la stoffa delle camicie che non metteva più. Mascherine artigianali, il cui modello è arrivato strada facendo. E ancora un centinaio per la Croce Verde, fino alle ultime, al Pio Istituto Campana di Seravezza.
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