Il Tirreno

Versilia

QUELLA STRANA ESTATE CHE VERRÀ

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Forse l’ho già scritto, ma mi ripeto. In questi giorni per me non c’è nulla di più straziante e depressivo delle immagini della Passeggiata e dei lungomare deserti. Perché non è quel mare d’inverno suggestivo e malinconico a cui siamo languidamente affezionati. Siamo in aprile, all’inizio della bella stagione, le giornate si allungano e sarebbe – sottolineo sarebbe – il momento di iniziare a togliere le assi dalle cabine. Vedere la Versilia spopolata in pieno sole mi fa pensare a un bombardamento di gas nervino che abbia sterminato gli esseri umani. E neanche mi consola gran che rivederla com’era fino a qualche settimana fa. Preferisco allora immaginare l’estate che verrà, con tutte le incognite che presenta.

Talvolta la prossima estate me la immagino come una riedizione degli anni ’60, perché gli stranieri, credo, ce li scorderemo almeno fino al 2021. E allora mi domando: come cambierà Forte dei Marmi senza i russi? Riuscirà il turismo di casa nostra a riempire le spiagge (e soprattutto gli alberghi)? Ma poi, riempire… calma. Lo spazio giocherà un ruolo fondamentale nella percezione della sicurezza e del relax. Anche se la fase acuta dell’emergenza rientrasse, l’imprinting psicologico rimarrà, e a lungo. La pandemia cambierà la distanza media fra ombrelloni come quella fra tavoli al ristorante. Lo spazio, in particolare quello all’aperto, diventerà prezioso e il paesaggio urbano cambierà non di poco. E quello chiuso, invece? Il metroquadro del fondo commerciale o dell’affitto estivo dovrà venire a patti con la recessione e, magari, scendere. Chissà, questo potrebbe anche favorire la rivitalizzazione di un centro città come quello di Viareggio. Dal Pigneto a Kreuzberg, tutti i luoghi divenuti “vibrant” (come scrivono le guide turistiche) sono stati rinvigoriti da una popolazione più giovane e intraprendente perché erano diventati più economici. Sarebbe osceno paragonare due mesi di lockdown alle immani sofferenze di una guerra, sarebbe ingenuo immaginarsi un’Italia, e una Versilia, “da anni ruggenti col wi fi”. L’estate che verrà sarà la più strana delle nostre vite: ma immaginarla potrebbe renderla ricca di quella spinta creativa che la necessità fa nascere negli esseri umani. —



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