Il Tirreno

Versilia

l’emergenza coronavirus 

Nessuna nuova vittima, ma altri 16 contagi. Un solo ricovero, respira la terapia intensiva

Matteo Tuccini
Nessuna nuova vittima, ma altri 16 contagi. Un solo ricovero, respira la terapia intensiva

L’ospedale torna ad avere tre posti liberi in Rianimazione per i casi più gravi. Però l’onda del virus non si è ancora fermata

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VIAREGGIO. Nessuna nuova vittima del coronavirus ieri in Versilia. È la prima volta dal 24 marzo che non si registrano decessi, che perciò rimangono fermi a quota 25. Questo per quanto riguarda il territorio versiliese, anche se a Massa è avvenuta la scomparsa di un anziano viareggino d’origine.

Sempre ieri l’Asl ha ufficializzato la morte di due persone a causa del virus, decedute nei giorni scorsi: si tratta di Sante Bergamini, 78 anni, e Dina Leonardi, 87.

A preoccupare ancora è il numero dei contagiati, che non conosce frenate in Versilia. Ieri l’Asl ha comunicato 16 nuovi casi di persone risultate positive al tampone. Il totale sale a 347. La curva, quindi, risale subito rispetto ai 7 casi del 2 aprile e ai 10 del 1° aprile. Non si nota un’inversione di tendenza apprezzabile, anche se bisogna dire che l’Asl sta aumentando i controlli con tamponi e test sierologici.

Tuttavia le notizie positive ci sono. Oltre al fatto che ieri non si sono registrati deceduti, come già detto in precedenza, a far trapelare un filo di ottimismo è il dato sui ricoveri in ospedale. Sono sempre di meno: uno soltanto su 16 nella giornata di ieri, uno su 7 in quella precedente. Questa statistica è buona per due motivi: il primo è che chi viene contagiato dal virus è molto spesso in buone condizioni e può trascorrere la convalescenza in quarantena a casa. Il secondo motivo è che meno persone hanno bisogno del ricovero in ospedale, più il sistema regge. Non a caso, anche questa è una notizia buona, ci sono di nuovo tre posti liberi nella terapia intensiva dell’ospedale Versilia, che qualche giorno fa era al completo per quanto riguarda i letti Covid-19: i pazienti venivano inviati a Cisanello o altrove. Anche nel resto dell’Asl, dove si contano 20 posti liberi per i malati più gravi, la situazione sembra sotto controllo. E se respira la terapia intensiva, tutti i pazienti che ne hanno bisogno possono sentirsi più al sicuro.

Resta da capire come mai la Versilia e la Lucchesia siano ancora zona ad alto contagio. L’impressione è che stiamo ancora pagando il fine settimana del 7-8 marzo, quando Viareggio e il resto del territorio furono presi d’assalto da turisti e residenti di seconde case. Proprio l’ondata turistica è stata una delle chiavi di lettura della Regione nel valutare l’incremento dei casi in provincia di Massa Carrara, in particolare in Lunigiana – che è l’anello di congiunzione con l’Italia del Nord – in Versilia e nel resto della provincia.

Anche a Lucca e hinterland i contagi sono moltissimi: si può ipotizzare che in quel fine settimana ci sia stato uno scambio tra costa e area interna. Ma sono tutte ipotesi, su cui tra l’altro l’Asl sta facendo tutti gli accertamenti necessari. Dal punto di vista dell’azienda sanitaria, è proprio questa provincia a rimanere come una sorta di isola rossa in un territorio che sta vedendo l’aumento dei controlli anti-virus.

In particolare, la situazione è critica nelle case di riposo. Al momento risultano 47 anziani contagiati su 221 ospiti nelle Residenze sanitarie assistite versiliesi: sono uno su 5. In questo momento l’Asl, su indicazione anche della Regione, sta portando avanti una campagna massiccia di controlli nelle Rsa con tamponi e analisi del sangue ad ospiti e personale. La situazione più critica è a Villa Laguidara a Marina di Pietrasanta, con 37 contagi su un totale di 75 ospiti tra casa di riposo e centro di ricovero psicosociale. —

 

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