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Versilia

L’edicolante del mercato: «Resisto per me e gli altri»

Roy Lepore
L’edicolante del mercato: «Resisto per me e gli altri»

Andrea Paladini garantisce tutti i giorni il servizio malgrado le difficoltà della zona «Non è facile lavorare di fronte a tutti quei negozi chiusi per fermare il contagio»

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VIAREGGIO

Sono ben trentasette anni che Andrea Paladini tutte le mattine apre la sua edicola al mercato di Viareggio, all'angolo tra via Fratti e via Verdi, per fornire i giornali ai clienti. Non effettua servizio a domicilio però per sua fortuna riesce quasi sempre a vendere tutti i quotidiani che il distributore gli dà in carico. «Sì, anche in questo periodo molto difficile - spiega - riusciamo ad accontentare i nostri clienti. A parte i quotidiani sportivi, gli altri sono richiesti più o meno come prima che iniziasse l’emergenza sanitaria. La gente chiede informazione locale, in particolare quella che si occupa del coronavirus. Ha bisogno di capire come può evolversi la situazione e quando e come potremo uscirne».

Andrea Paladini, lavorando da molti anni nella zona del mercato, ha potuto toccare con mano i problemi che tanti commercianti hanno dovuto affrontare. «Dall’interno della mia edicola - afferma - vedo i tanti fondi commerciali che in questo momento sono chiusi a causa delle disposizioni governative per fermare il contagio e il mio pensiero è rivolto a quei colleghi che hanno da pagare l’affitto e che sono stati ormai chiusi da settimane. Una condizione molto difficile con cui chissà per quanto tempo ancora dovranno fare i conti. Non saranno pochi, poi, coloro per i quali riaprire e tornare alla normalità sarà un’impresa. Anch’io, come tutti, sono preoccupato. Chissà se e in che modo riusciremo a rialzarci perché quello che sta succedendo è davvero una brutta botta».

Il pensiero va poi in particolare al Piazzone. «Il mercato di Viareggio sembrava dopo tanti anni poter ripartire con il progetto di rilancio che era stato annunciato dal Comune, invece si è tutto bloccato. Peccato perché negli anni scorsi erano state forse sottovalutate da parte delle varie amministrazioni che si sono succedute le varie problematiche che hanno portato piano piano alla crisi. Molti storici ambulanti non ci sono più, altri sono stati sostituiti da venditori stranieri. Tutto è cambiato in questa zona storica della città. Speriamo che si possa guardare al futuro con un pizzico di ottimismo, anche se adesso sinceramente non è semplice, perché quello che stiamo vivendo tutti noi in prima persona è una cosa inconcepibile fino a poche settimane fa. Già prima che iniziasse questa emergenza il mercato era diventato deserto in certe ore della giornata, adesso fa davvero tanta tristezza. Ma spero, voglio sperare, che tutti assieme riusciremo a trovare la forza di recuperare il terreno perduto. Per questo io continuo a resistere, continuo a essere presente nella mia edicola tutti i giorni per garantire ai cittadini di potersi aggiornare su ciò che accade ogni giorno». —

Roy Lepore

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