La protesta
Addio a “Carlina”, storica commerciante e supertifosa del Camaiore
Per decenni aveva gestito la rivendita di latte e generi alimentari a Lido
LIDO DI CAMAIORE. La frazione di Lido è in lutto: ieri mattina si è spenta all’età di 77 anni dopo una lunga malattia sua moglie Carla Puosi, storica commerciante di latte e generi alimentari a Lido di Camaiore in via del Fortino, angolo via Roma.
Carla viene definita da tutti «una donna energica e simpatica» che ha sopportato «la sua lunga agonia con estrema dignità e rassegnazione». Carla aveva un marito, Giuseppe Della Latta, e un figlio, Andrea.
«Li potevi incontrare in via di Mezzo - la ricorda Aldo Marchi, geometra e storico camaiorese - si fermavano un po' da tutte le parti per fare le quattro chiacchiere. Per i camaioresi che seguivano la squadra di calcio locale bluamaranto, Giuseppe e Carla rappresentavano quella bandiera e soprattutto lei con il suo sorriso aperto e gioviale, dava ogni domenica la carica dal primo all'ultimo minuto. Non hanno mai abbandonato il loro posto in tribuna fin dai tempi del "Gruppo Sportivo" ed anche nei momenti difficili hanno sempre fatto sentire il loro appoggio. Quando il Camaiore giocava lontano da casa e non potevano seguire la squadra , Carla stava attaccata alla radio per i risultati ed era la prima a venire in Piazza per comunicarceli, nel bene e nel male».
Sempre carica d'entusiasmo era presente a tutte le feste popolari , innamorata della musica e del ballo, pronta a gettarsi nella mischia ed a portare allegria.
In molti ricordano il legame fortissimo con il marito: «Giuseppe era la sua ombra e la seguiva ovunque nel più totale rispetto e condivisione ».
Anche Anna Graziani, assessora al Sociale del Comune di Camaiore si stringe intorno al dolore della famiglia Della Latta: «Esprimo il mio più profondo cordoglio per la scomparsa di Cara - ha detto al Tirreno - Con il suo Giuseppe formava una coppia che sapeva “di uno”: una di quelle unioni che sono due anime in un nocciolo. Sembrava che non potessero esistere uno senza l’altro. Era una donna attenta e buffa. Ma quello che si percepiva di lei era la sua immensa bontà: credo abbia aiutato parecchie persone nel silenzio, senza sbandierare troppo. Mi diceva sempre che mi aveva votato, poi non lo so se è vero. Ma non è per questo che la ricordo ma per l’enorme affetto che provavo per lei e che nutro per tutta la sua famiglia». —
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