Sicurezza
«Qualcuno pensi anche a chi come me una casa non ce l’ha»
Viareggio
Chi non ha una casa dove vivere e un tetto dove dormire - in questo periodo in cui è vietato stare per strada - si trova più che mai in difficoltà.
Una di queste persone trova riparo la notte dove capita: su panchine, in pineta o in altri luoghi. A nome di tanti altri, chiede che venga tenuto conto anche della situazione di tanti di loro, che purtroppo anche in questo momento hanno certamente più problemi di chi una casa ce l'ha ed è costretto a rimanerci.
«A pranzo a volte vado alla mensa dei poveri - dice - o mi arrangio in altro modo, andando a fare la spesa al supermercato e mangiando qualcosa così. Quello che mi preme sottolineare è che esistiamo anche noi in questa fase di emergenza totale e che qualcuno si ricordi anche di queste categorie che hanno non pochi problemi. Non è facile riuscire a pensare a tutti, però per noi le giornate sono ancora più lunghe di quelle delle persone che hanno una famiglia e degli affetti con i quali condividere sotto un tetto questa emergenza mondiale. Sono originario del Veneto e da tempo alterno le mie presenze a Genova e a Viareggio. Adesso sono rimasto bloccato qui per il virus, mi sono sempre trovato bene in questa città e vorrei rimanerci e festeggiare con i viareggini anch'io, quando tutto questo sarà finito». —
R. L.
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