Sicurezza
Seravezza piange la morte di Paolo Costa
Stretto collaboratore del sindaco e dirigente dell’Anpi, aveva ricoperto incarichi importanti all’Henraux
SERAVEZZA
Seravezza e tutta la Versilia storica piangono Paolo Costa, uno dei più stretti collaboratori del sindaco Riccardo Tarabella. Si è spento all’ospedale pisano di Cisanello nella notte tra sabato e domenica, il prossimo primo luglio avrebbe compiuto settantadue anni. Aveva contratto il coronavirus un paio di settimane fa, ha combattuto come un leone ma non ce l’ha fatta a sconfiggerlo. Lascia la moglie Morena e i figli Nicola e Maria Antonietta.
Costa era conosciutissimo in Versilia. Non solo per il ruolo che ricopriva dal marzo del 2017 in municipio a Seravezza, come membro volontario dello staff del primo cittadino. Era figlio del partigiano Moreno Costa, e da lui aveva ereditato l’impegno a testimoniare e tramandare i valori della Resistenza.
Dopo la scomparsa del padre, già presidente della sezione “Gino Lombardi”, aveva rafforzato la sua missione antifascista nell'Anpi versiliese di cui era membro del consiglio direttivo. Grande il suo impegno per l'erezione del Monumento agli sminatori a Ripa, inaugurato nel febbraio 2018, e per dare continuità e rinnovato valore ai pellegrinaggi degli studenti versiliesi ai campi di concentramento nazisti, raccogliendo in questo il testimone del genitore.
«Paolo ha dato fino all’ultimo un prezioso apporto alla valorizzazione del patrimonio storico e morale dell’Anpi, contribuendo in particolare alla realizzazione del Monumento allo Sminatore, inaugurato a Ripa - ha detto ieri il professore Giovanni Cipollini, presidente della sezione versiliese dell’Anpi - era una brava persona e un caro amico. L’Associazione nazionale partigiani italiani saprà onorarne la memoria e seguirne l’esempio. Il mio personale cordoglio, quello del direttivo e di tutti gli antifascisti va ai suoi cari per questa gravissima perdita».
Costa era anche un tifoso appassionato della squadra di calcio del Seravezza Pozzi, di cui seguiva sempre con passione l’attività agonistica. Oltre al calcio era stato molto attivo anche nel ciclismo, in particolare nel paese di Pozzi, dove risiedeva.
Paolo Costa aveva maturato buona parte della sua carriera professionale nei quadri della società Henraux di Querceta, con mansioni di crescente rilievo e incarichi dirigenziali di massima responsabilità, in particolare nell'ultimo periodo lavorativo e fino al pensionamento. Aveva operato a lungo nel dipartimento commerciale dell'azienda lapidea versiliese, seguendo importanti clienti e grandi commesse in ogni parte del mondo, anche in virtù delle sue notevoli competenze sui materiali.
Quando la notizia della sua morte ieri mattina ha iniziato a diffondersi in Versilia sono stati numerosi gli attestati di stima e le testimonianze di cordoglio inviati pubblicamente ai suoi familiari.
«Paolo era un uomo schivo, riservato - dice il cognato Ugo Da Prato a nome della famiglia - ma al tempo stesso sapeva darsi per gli altri. Se avevi bisogno, lui c’era. Amava il calcio locale, la musica. Una perdita enorme per chi lo conosceva. Un dolore immenso per noi familiari». —
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