Il dolore
QUELLA PRIVACY DA... CONDOMINIO
Ci sono molte preoccupazioni per come gli effetti della pandemia si potranno ripercuotere a lungo (i più pessimisti temono per sempre) sui nostri diritti fondamentali. Uno di questi diritti è la privacy, quella specie di creatura mitologica per tutelare la quale ognuno di noi firma e fa miriadi di crocette su decine di moduli che quasi mai legge, salvo poi arrivare a casa e ostentare i fattacci propri sui social network. Meno raccontato, credo, è il piano inclinato su cui la nostra privacy sta scivolando senza alcun bisogno di oscuri complotti o sofisticatissime tecnologie.
La scena è la seguente: giovane padre di famiglia che, evidentemente fiaccato dal gestire la prole H24, si rifugia in strada a fumarsi una sigaretta continuando una call (se non fossimo in modalità smart working si chiamerebbe semplicemente una telefonata). La call si fa piuttosto rognosa e con la seconda sigaretta i toni salgono. Il problema è che la strada deserta dà al soggetto in questione la straniante certezza di essere l’unico altro essere vivente sul pianeta oltre all’interlocutore che sta insultando. Risultato: un intero isolato apprende da dietro le proprie finestre una serie di risvolti non proprio edificanti su pratiche di mobbing nella ditta Tal dei Tali, sulla solvibilità di Tizio o sui veri problemi di salute del dipendente Caio che, a dirla tutta, ha una relazione clandestina con la segretaria.
La sigaretta all’aperto è anche il momento in cui una signora che abita davanti a me aggiorna una sua amica sugli avvenimenti salienti di una giornata fra le mura di casa, fra cui spicca in assoluto il problema delle ricrescite causa la perdurante chiusura dei parrucchieri. Ma ascoltando le conversazioni dal balcone ho anche capito che in certe ricette l’impiego della cipolla o dello scalogno non è una semplice variante, ma divide due scuole di pensiero. Ho sorpreso l’inquilino della casetta interna a leggere un thriller sul terrazzo e mi sono reso conto che vedevo la sua faccia per prima volta, dopo mesi che abita lì. Sembra assurdo, ma il lockdown che spopola le strade può anche rivelarti che, ma guarda, dietro ogni cognome sul campanello ci sono delle persone in carne e ossa che la vita di prima non ti ha fatto mai incontrare. —
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