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Coluccini scrive a ministro e prefetto «Troppi ritardi sul dissesto»

Melania Carnevali
Coluccini scrive a ministro e prefetto «Troppi ritardi sul dissesto»

Ancora non si è insediato l’organismo di liquidazione. Il sindaco: «Così la situazione peggiora»

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Melania Carnevali / massarosa

Sono passati quattro mesi precisi (28 novembre 2019) dalla dichiarazione del dissesto del Comune di Massarosa e un mese e mezzo (14 febbraio) dalla sentenza del Tar che, di fatto, lo ha confermato, respingendo il ricorso presentato dalla minoranza. Ad oggi, però, non si è ancora insediato l’Osl, l’organismo straordinario di liquidazione che nei prossimi anni si dovrà occupare di risanare i conti pubblici. «Capisco che prima avessero voluto attendere la sentenza del tribunale amministrativo e capisco anche che siamo in una situazione di emergenza sanitaria, ma ora mi sembra che il tempo trascorso sia veramente troppo», spiega a Il Tirreno il sindaco Alberto Coluccini che nei giorni scorsi ha scritto al Viminale e al prefetto per «chiedere anzitutto spiegazioni sui ritardi».

Risposte ufficiali – sul perché dei ritardi e sulle tempistiche – non ne sono arrivate. In Comune, nessuno ancora sa quando l’organismo si potrà insediare.

Sarà composto da una commissione di tre membri nominati – dal prefetto su indicazione del ministero – fra magistrati a riposo della corte dei conti, della magistratura ordinaria, del consiglio di Stato, fra esperti nei settori finanziario e contabile e tra funzionari del ministero del tesoro del bilancio e della programmazione economica, del ministero delle finanze e di altre amministrazioni dello Stato. Dovrebbero insediarsi cinque giorni dopo la nomina, che ancora non è stata fatta.

«È fondamentale per Massarosa avere subito questo organismo – spiega il sindaco – per iniziare a sistemare i conti. La situazione economica rischia di aggravarsi. Noi abbiamo le mani legate, possiamo fare solo l’ordinario, non possiamo ad esempio decidere di dismettere un immobile per avere liquidità. E lo stallo non aiuta. I creditori rischiano di attendere troppo. Noi cerchiamo di fare quello che possiamo fare. Ad esempio abbiamo ridotto il compenso del gestore della piscina da 26 mila euro a 15 mila euro all’anno. Anche i fondi per la Fondazione Casa Lucca (che si occupa dell’emergenza abitativa sul territorio, ndr) sono stati ridotti di ben 21 mila euro, passando da 30 mila a 9 mila. Ma oltre questo non possiamo fare».

Uno dei problemi sollevati dal primo cittadino è il numero del personale. «Il punto è che fino ad oggi il Comune ha speso più di quello che incassava – spiega Coluccini –. L’unico risparmio che ha avuto è stato nel personale, con il blocco delle assunzioni». Il municipio conta novanta dipendenti circa. «Quasi la metà adesso è in ferie per l’emergenza, ma in ogni caso per un comune come il nostro ci vorrebbero almeno 130 dipendenti. Al Ced (Centro elaborazione dati, ndr) ho una sola persona. Cosa posso fare con un dipendente solo?».

Il Comune ha elaborato un piano assunzionale di dieci/dodici persone «che ha già ottenuto l’approvazione del revisore dei conti, ma ha bisogno anche di quella del ministero. Ma non sta arrivando. Siamo completamente bloccati». —

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