Italia
Il grido dell’imprenditore: entro due mesi rischia di chiudere la metà delle aziende
PIETRASANTA
«Prima viene la salute. E su questo non c’è discussione. Poi, però, se fra due mesi saremo ancora in questa situazione “tutti a casa”, su 100 aziende della Versilia ne riapriranno, se va bene, la metà. O ci saranno drastici ridimensionamenti». Claudio Viviani, referente di due società nel settore delle escavazioni e dei trasporti e ancora dello spurgo – nonché presidente della Pietrasanta Sviluppo – fa da megafono a «un numero crescente di imprenditori che la pensano come il sottoscritto. Ci sentiamo ogni giorno, c’è disperazione. Il Governo ci tiene a casa: giusto, ma detto questo la politica, che sia di destra o di sinistra non mi interessa niente, deve piantarla con la retorica del “siamo italiani” e con i buoni propositi. Ci sono imprese che già hanno fatto richiesta per la cassa integrazione ma ancora non hanno certezze, altri che devono pagare affitti mensili e da qui a 2 mesi, non lavorando, non saranno più nelle condizioni di farlo. Non basta posticipare i pagamenti delle tasse: ci sono prestiti, leasing, scadenze da rispettare e non tutto sarà posticipabile. Il lavoratore va tutelato: nel mio piccolo – ho 6 dipendenti – lo sto facendo, ma se per esempio con lo spurgo possiamo lavorare, con le escavazioni e il resto no perché i cantieri sono chiusi. Non so per quanto tempo riusciremo a resistere».
«Ci possono dare una data di massima sulla riapertura, ci possono dire come faremo, a fronte di zero entrate, a pagare quello che dobbiamo pagare? Perché una volta passata l’emergenza – continua Viviani – sarà durissima, per quelli che ce la faranno a ripartire. Una proposta? Per tutto il 2020 i contributi vengano versati per la metà nelle tasche del lavoratore e l’altra metà allo Stato. Non basterebbe a tutelare le imprese, ma sarebbe un primo aiuto ai lavoratori. Oggi non abbiamo alcuna certezza, c’è confusione e nessuno sa darci risposte. C’è paura, già eravamo reduci da anni di crisi – continua Viviani – e stavamo cominciando a riprenderci: ora, questa emergenza, rischia di essere la botta finale. Nel frattempo senatori e deputati, visto che praticamente non si riuniscono più, devolvano parte del loro stipendio alla comunità. Qui siamo alla canna del gas e tutti devono fare sacrifici, nessuno escluso». —
Luca basile
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