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Versilia

Caos alle Poste, gli uffici sono ridotti e le file interminabili: c'è l'sposto all’Agcom

Cesare Bonifazi
Caos alle Poste, gli uffici sono ridotti e le file interminabili: c'è l'sposto all’Agcom

Situazione penalizzata soprattutto sulle colline versiliesi. Gli amministratori: «Si tutelino anche gli utenti»

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VIAREGGIO. Non è bastata l’organizzazione alfabetica per il ritiro della pensione. Alle Poste, che sono per antonomasia luogo di code interminabili, i disagi si moltiplicano al tempo del Coronavirus. Il problema non è solo l’affluenza per le operazioni, ma soprattutto il fatto che molti uffici del territorio sono stati chiusi, costringendo molte persone a spostarsi per i servizi. La protesta, anche nelle amministrazioni monta: alcuni cittadini hanno presentato anche un esposto all’Agcom, agenzia garante delle comunicazioni. La scelta della chiusura è, agli occhi dell’utente medio, in alcuni casi giustificata dalla bassa densità di popolazione, in altri sembra inspiegabile.

A subire i disagi maggiori sono prevalentemente gli abitanti delle colline che hanno visto praticamente azzerarsi i servizi postali. I più colpiti sono i cittadini di Camaiore e Massarosa. nel territorio camaiorese sono stati chiusi due uffici centrali: uno dei due di Lido di Camaiore, frazione rivierasca molto densamente abitata e quella delle Seimiglia, zona abitata principalmente da persone anziane che difficilmente possono muoversi verso il capoluogo, esponendosi per di più al rischio del contagio.

Proprio per questo è stato presentato un esposto da alcuni cittadini all’Agcom: «Nel Comune di Camaiore - dicono alcuni cittadini - siamo 33mila e 84 chilometri quadrati di territorio. I sei uffici garantiscono il livello minimo consentito per la densità di popolazione. Dal 12 marzo l’attività è stata sospesa in quattro uffici. Un fatto inaccettabile che mina non solo alla funzionalità dei due uffici rimasti aperti ma anche alla salute dei cittadini». A Camaiore la protesta dei cittadini viene appoggiata anche dall’amministrazione che già in passato aveva ingaggiato una lotta per garantire il servizio alle Seimiglia.

Stessa scena si ripeta a Massarosa dove nei giorni scorsi si sono verificati anche episodi concitati che hanno richiesto l’intervento dei carabinieri. Nell’intero territorio comunale sono rimasti aperti solamente due uffici: quello di Massarosa capoluogo e quello di Stiava, a orario ridotto e a giorni alterni. Le file per arrivare allo sportello sono interminabili e il malcontento dei cittadini ha contagiato anche il primo cittadino Alberto Coluccini che da giorni sta sollecitando con lettere e pec la dirigenza di Poste affinché riveda questa scelta che penalizza tanti, soprattutto anziani.

«Massarosa conta un'alta percentuale di anziani, pari al 23% della popolazione, che non può spostarsi agevolmente tra le frazioni del territorio - spiega il primo cittadino - la decisione unilaterale dell'azienda rende di difficile fruizione quello che invece è un servizio essenziale. In più che questa situazione mette anche a rischio gli stessi dipendenti di Poste».

Fatto ribadito anche dai sindacati che proprio nei giorni scorsi hanno chiesto garanzie all’azienda, non solo per quanto riguarda il contagio ma anche sotto il profilo dell’animosità dell’utenza: «Chiediamo che venga programmato il tampone per gli operatori al pubblico - hanno fatto sapere in una nota - sarebbe inoltre necessario allertare le autorità locali e di polizia per il presidio degli uffici».

Al momento su Viareggio, Pietrasanta e Forte dei Marmi la situazione sembra sotto controllo. A Seravezza, sebbene non si siano verificati episodi critici, l’allerta è alta: «Non ci sono stati problemi finora - fanno sapere dall’amministrazione - ma se da un lato comprendiamo le esigenze di Poste, dall’altra ci rendiamo conto che queste chiusure possono creare malcontento, soprattutto in certe zone e in determinate fasce della popolazione. Al momento non abbiamo intenzione di intraprendere azioni, ma se la situazione si complicasse, non esiteremo a farlo». —
 

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