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I lavori per il Penny Market frenati da un ricorso della Coop
Al Tar l’opposizione alla variante del Comune per la riqualificazione dell’area L’architetto incaricato dalla società: «Siamo in attesa di capire come procedere»
seravezza
Coronavirus a parte, la costruzione del Penny Market a Ponte di Tavole, al confine con Forte dei Marmi, non sarà così immediata (e avrebbe potuto esserlo). Il ricorso presentato dalla Unicoop Tirreno Toscana al Tar contro il Comune di Seravezza, al di là della sentenza, metterà comunque il bastone fra le ruote alla società tedesca Rewe group, che detiene il marchio Penny.
Fra i due soggetti, privato e pubblico, con lo studio di architettura che si dovrà occupare della progettazione della struttura di media vendita alimentare, è previsto un incontro in municipio a Seravezza. Il Comune ha già dato incarico ai propri legali di difendersi davanti al Tar. E non è escluso che Penny Market decida di intervenire nel processo con i propri legali. Unicoop Tirreno ha infatti chiesto l’annullamento degli atti urbanistici approvati dall’amministrazione Tarabella, «non riconoscendo valida la procedura della variante semplificata adottata – aveva spiegato il Comune con una nota stampa – e presentando una serie di rilievi legati alla perimetrazione del comparto urbanistico e al dimensionamento dell’area commerciale».
Insomma, la Coop sostiene che in quell’area ci siano troppi supermercati: il loro in via Emilia, la Conad City, l’Eurospin ed RG Supermarket. E tenta così la via dei tribunali per bloccare l’arrivo del Penny. Nonostante ciò il ricorso al Tar non è accompagnato da una richiesta di sospensiva, per cui l’iter urbanistico teoricamente potrebbe andare avanti, anche se la società tedesca vuole andarci cauta.
«È previsto un incontro in Comune – ha spiegato a Il Tirreno l’architetto Fabio Alderotti, dell’omonimo studio di architettura incaricato dalla società di supermercati – per stabilire con quali modalità procedere. La situazione va approfondita. A noi adesso in teoria basterebbe soltanto presentare il permesso a costruire». La società vorrebbe aprire più in fretta possibile? «Anche domani se potesse», aggiunge Alderotti.
In Italia Penny ha già 386 punti vendita. Anche il vicesindaco Valentina Salvatori ha confermato che «il Comune ha affidato l’incarico ad un legale che sta concludendo la stesura degli atti per la difensiva. Al contempo la società di supermercati ci ha chiesto un incontro al quale ci sarà un loro legale per fare il punto sulla situazione con l’idea di coordinare anche le difese. Da parte nostra – spiega Salvatori – crediamo che il lavoro sia stato fatto bene da parte degli uffici. È stato un iter lungo e articolato, con due varianti urbanistiche, il piano attuativo e la procedura di Vas, e quindi c’è stato il massimo scrupolo nella formazione degli atti. Ci difenderemo e andremo avanti. Quando si fanno varianti urbanistiche di questo tipo ci sta che si debba affrontare anche un ricorso». —
tiziano baldi galleni
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