Gioco
Addio all'uomo che portava i versiliesi in giro per il mondo
Con i bus della famiglia sempre moderni e all’avanguardia ha realizzato il sogno di far conoscere il mondo ai suoi concittadini
PIETRASANTA. Aveva un sogno Gianfranco Verona, scomparso nella giornata di ieri (23 marzo) all’età di 80 anni: portare i versiliesi, a bordo dei suoi autobus, a conoscere il mondo. E quel sogno, Verona, grazie a un progetto condiviso con i figli Riccardo e Piero, lo ha realizzato. Con sacrifici, rinunce, impegno e quell’entusiasmo che ha caratterizzato la vita di questo uomo silenzioso, riflessivo, portato ad ascoltare e a prendere decisioni ponderate.
Non stava bene da tempo Gianfranco Verona: il suo ultimo giorno lo ha vissuto nella sua casa in zona Pollino, con i figli e i familiari vicini. Una morte naturale, niente a che vedere con l’epidemia di coronavirus in corso eppure Granfranco non potrà avere il suo funerale. Non si può in questi giorni terribili dove anche un ultimo saluto, un ultimo abbraccio, diventano istantanee di un rischio in scia al virus.
«Il babbo – ricordano i figli – nativo di Retignano ma pietrasantino di adozione, ha fatto per anni l’autista della Clap: amava il suo lavoro e a noi ha di fatto trasmesso la passione per questo mestiere. Nostra mamma – Messinella Vannucci scomparsa alcuni anni fa, ndr – faceva i turni in ospedale, era infermiera. E allora noi, da bambini, trascorrevamo i nostri pomeriggi sul bus, a fianco di nostro padre. E da lì tutto è partito».
Il primo autobus i Verona – padre e figli – lo hanno acquistato nel 1985: 35 anni dopo la ditta fratelli Verona porta in dote 22 mezzi e ancora un’agenzia “AltaVersilia viaggi” che propone un calendario di gite molto partecipate. «Si può dire che a ispirare il nostro progetto professionale è stato proprio babbo Gianfranco – aggiungono i figli Riccardo e Piero – ci ha motivati, ci ha fatto capire che oltre all’amore per il viaggiare c’era anche un aspetto, dal punto di vista imprenditoriale, significativo. Come autista, una volta lasciata la Clap, di viaggi ne ha fatti tanti e comunque anche dopo essere stato male, 15 anni fa, ha continuato a seguirci, a venire in agenzia, a consigliarci. Era il suo modo, pacato e rispettoso, di starci vicino. Non voleva essere protagonista, se ne stava in disparte, ma la sua presenza bastava a rassicurare noi e tutti quelli che lavorano nel nostro gruppo».
Alla fine, Gianfranco Verona, insieme a Riccardo e Piero, ha svelato le meraviglie di tutta Europa e del nostro paese ai versiliesi e lo ha fatto transitando, con autobus sempre più moderni e all’avanguardia, in luoghi noti e sconosciuti. Un viaggio lungo una vita che si è concluso ieri, nei primi giorni di una primavera rattristita nel suo incerto sbocciare.
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