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Versilia

Coronavirus, studentessa versiliese contagiata: «Vi racconto come è successo»

Melania Carnevali
Coronavirus, studentessa versiliese contagiata: «Vi racconto come è successo»

La diciassettenne al Tirreno: «Ho preso il virus da mia mamma, è un’infermiera ma non aveva gli strumenti per lavorare in sicurezza»

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VIAREGGIO. «Sono sempre stata in casa. Non sono andata al bar o nei ristoranti, quando erano ancora aperti. Eppure sono stata contagiata. E sa come? Da mia mamma, che è un’infermiera».

Anna (nome di fantasia), studentessa versiliese di 17 anni, ha ancora la voce rauca. Cinque giorni fa ha scoperto di avere il coronavirus nonostante non metta piede fuori casa dal 5 marzo, il giorno della chiusura delle scuole. L’incubo è iniziato il 13 marzo. La madre si ammala. Febbre alta, tosse, mal di gola. Due giorni dopo si ammala anche lei. Febbre a 38.5 che sale e scende con il paracetamolo. Chiamano il medico. Lui consiglia loro di aspettare un paio di giorni. Nel frattempo scoprono che una collega della madre era risultata positiva al tampone. Viene fatto il test anche loro. Positive entrambe. È l’inferno.

«Mi è venuta tanta rabbia – racconta a Il Tirreno la diciassettenne – a pensare come l’ho preso. Ho rispettato tutte le regole e seguito tutte le raccomandazioni, ma il problema è stato che, chi lavora in prima linea, nella sanità, non lavora in sicurezza. Non ci sono mascherine. Mia mamma ha usato la stessa per tre giorni quando andrebbe cambiata ogni giorno. E di chi è la colpa se non di chi ha tagliato i fondi alla sanità pubblica, privilegiando il privato».

Poi, sì, c’è stata anche la paura. «I primi giorni, non sapendo come si sarebbe sviluppata. E poi perché in casa ci sono anche il mio fratellino e mio babbo che potrebbero essere stati contagiati. Loro non hanno alcun sintomo: anche noi stiamo meglio».

La febbre è durata due giorni. «Prima è rimasto il mal di gola, poi se ne è andato anche quello. Ora è rimasta questa voce, ma sto bene». La loro quarantena sarà sicuramente lunga. «Finché il tampone non risulterà negativo non possiamo uscire di casa». Hanno familiari che portano loro la spesa a casa. «La lasciano nel giardino e se ne vanno. Non possono fare altrimenti». —

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