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Versilia

Indimenticabile quel discorso in consiglio dopo la sconfitta

Indimenticabile quel discorso in consiglio dopo la sconfitta

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Umberto Guidugli è stato tante cose, un notaio stimato, presidente della Banca della Versilia per tanti anni, amante della cultura, un amico del volontariato, ma io l’ho conosciuto anche come politico: nel ’97 guidò da candidato sindaco una coalizione appoggiata da Forza Italia, An e Udc. Il risultato delle urne premiò il centrosinistra al primo turno con il 53% dei voti e il 19 maggio 1997 da giovane consigliere comunale ero intervenuto per il mio gruppo consiliare dopo la relazione programmatica del sindaco Manrico Nicolai appena eletto. Dopo di me avrebbe parlato il compianto Maurizio Tosi e quindi Massimo Mallegni. A chiudere il giro degli interventi fu lui, il candidato sindaco uscito sconfitto dalle urne: un intervento che credo sia rimasto impresso ai molti presenti.

Il dottor Guidugli dopo le congratulazioni di rito, fu l’unico a uscire dalle polemiche politiche che erano seguite al voto per il dibattito acceso tra le due forze più importanti a sostegno della maggioranza, Prc e Pds, che non si erano risparmiate attacchi dopo il buon esito delle urne. Il suo fu un discorso di ampio respiro politico poco legato alla vicenda politica locale: «Deve essere riconosciuto il merito alla sinistra di avere stravinto - disse senza nascondersi - una vittoria che dipende dal fatto che Nicolai e in modo particolare il Pds hanno forse interpretato meglio degli altri una tendenza che si sta sviluppando un po’ da tutte le parti nella società italiana, che vede porsi i partiti politici come parti contrattuali nei confronti delle categorie economiche, nei confronti degli artigiani e degli industriali, nei confronti dei commercianti»: ma si era persa, era il succo del suo intervento, quella capacità dei partiti di parlare alle persone, al cittadino della strada, che, disse, «ha bisogno di risposte, ha bisogno di certezze, ha bisogno di imparzialità, ha bisogno di garanzie».

I partiti, accusava Guidugli, «hanno perso capacità di mediazione politica e devono riacquisire il ruolo di mediatori degli interessi generali». Un’analisi lucida di quel progressivo distacco, oggi drammatico, dei cittadini dalla politica.

Alla fine della seduta, gli feci le mie congratulazioni per l’intervento e gli espressi la mia condivisione per le sue parole. Con garbo ed educazione ricambiò i complimenti. Alle sedute partecipò poco e nella primavera successiva lasciò il suo posto in consiglio all’attuale sindaco di Pietrasanta Alberto Giovannetti.

Negli anni successivi ci furono tante occasioni per incontrarlo e parlammo più volte di quella seduta che ci aveva visti su banchi opposti con il rigoroso Lei che riservava a tutti. Un uomo di altri tempi, un signore, un uomo di legge e cultura, un versiliese che ha voluto bene alla sua terra. —

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