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L’appello delle associazioni di volontariato: «Precisate al 118 se chi cade in casa ha la febbre»

D.F.

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VIAREGGIO

L’appello arriva dalle associazioni di volontariato che operano in ambito 118, impegnate nei soccorsi in tempi da infezione da Coronavirus: «Quando chiamate il 118 per una caduta in casa specificate se la persona ha febbre oppure no». Perché tra i sintomi, soprattutto nei pazienti più giovani, la malattia comporta febbre con svenimenti: e l’allarme per le ambulanze arriva per cause “traumatologiche”, da caduta in casa. I soccorritori, così, non arrivano su queste chiamate preparati con la protezione totale che, invece, la Centrale 118 fornisce nei casi di sospetta positività Covid-19.

E già in un paio di casi, per due associazioni di volontariato diverse, la squadra che è stata a contatto con il paziente è dovuta restare a casa una settimana. Con il risultato di diminuire il numero del personale disponibile per gli interventi di soccorso. Personale già provato dall’emergenza, con volontari che in alcuni casi hanno dovuto cessare l’attività per non mettere a rischio i propri anziani.

«Ho messo l’obbligo in Croce Verde sia per il personale dipendente che per i volontari della misurazione della temperatura all’ingresso e ho dato indicazione che lo stesso venga fatto d’obbligo quando entrano nelle abitazioni per i soccorsi», spiega la presidente della Croce Verde di Viareggio, Carla Vivoli.

«A quel punto», continua Vivoli, «se c’è temperatura devono chiamare la Centrale e la Centrale manda il materiale ti fa attivare come Covid-19. Io faccio entrare una persona sola, l’autista e basta e se è necessario, dopo la prima verifica, viene attiva la procedura per Covid-19».

Un appello, a dare il maggior numero di informazioni possibili, che arriva anche da Luca Lunardini, medico ed ex presidente della Croce Rossa Viareggio: «Anche i nostri volontari e le nostre ambulanze sono intervenuti su un paio di casi traumatologici in abitazione dove, poi, c’era presenza di febbre e sospetto di positività al Covid-19. Paradossalmente continuiamo ad avere a che fare anche con gli incidenti stradali e ci chiediamo sempre se non possa essere stato un capogiro da febbre a provocare la perdita di controllo del mezzo in un momento in cui le strade sono quasi del tutto deserte». —

D.F.

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