Gioco
Estate in bilico al Twiga Stop alle assunzioni dei primi 40 lavoratori
L’amministratore delegato Cambiaggio: saremmo contenti se potessimo riaprire lo stabilimento balneare a giugno
PIETRASANTA
Le prime assunzioni stagionali sarebbero scattate nel weekend pasquale del 12 aprile. «Una quarantina fra ragazze e ragazzi. Poi, a seguire, gli altri. A pieno regime i dipendenti sono un centinaio, quasi tutti residenti in Versilia. Più l'indotto». Mario Cambiaggio, amministratore delegato del Twiga, vive i giorni del coronavirus, come tutti: con angoscia e timore. «Oggi dobbiamo combattere un'emergenza sanitaria, domani ci sarà da affrontare un'altra emergenza, quella economica».
Inutile fare previsioni. «Ogni imprenditore, in questa fase, si muove nell'incertezza: al Twiga sono in corso alcuni lavori di manutenzione su spiaggia. Ma la prossima settimana ci fermeremo del tutto. Il Twiga ha pochi dipendenti fissi, per i quali valuteremo la cassa integrazione: il problema sono tutti gli stagionali ai quali, in questi giorni, abbiamo dovuto dire che il lavoro non c'è più e che se tutto andrà per il meglio, se ne riparlerà in estate inoltrata. Ma non è stato semplice spiegare tutto questo: molti di loro ci facevano grande affidamento. A dirla tutta, vista la situazione drammatica attuale, noi saremmo già contenti di riaprire lo stabilimento balneare nel mese di giugno e da lì a seguire il ristorante. La discoteca? E' un discorso più complicato, ci saranno, immagino, prescrizioni, misure particolarmente restrittive, forse a luglio, forse ancora dopo. Non ho certezze, nessuno può averle in questo momento» è il pensiero di Cambiaggio che aggiunge: «Le parole rilasciate nei giorni scorsi, in televisione, da Flavio Briatore sono condivise da tutto il gruppo: chi fa impresa si sente abbandonato. E non solo chi fa impresa. Ma in questo momento preferisco non aggiungere altro. Aspettiamo. Il Twiga è chiuso, così come sono chiusi i nostri locali a Montecarlo, a Dubai, a Londra. E per quanto riguarda il Twiga di Marina di Pietrasanta noi lavoriamo moltissimo con la clientela straniera e quindi, una volta riaperti, ci aspettiamo un'estate,dal punto di vista delle presenze, complicata. Vediamo come si evolve la situazione. Sono momenti drammatici. E bisogna fare quello che ci viene chiesto. Per il bene di tutti noi». —
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