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Versilia

L'appello di commercianti e sindacati: «Controlli sui supermercati contro il virus»

Matteo Tuccini
L'appello di commercianti e sindacati: «Controlli sui supermercati contro il virus»

Le associazioni di categoria: le regole siano valide per tutti, no agli abusi. I rappresentanti dei lavoratori: si privilegi la sicurezza, non il profitto

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VIAREGGIO. Tenere d’occhio i supermercati e fare controlli per evitare abusi in una situazione di emergenza. E magari impedire che, in questo contesto di allarme per l’economia locale, la grande distribuzione sia l’unica a sopravvivere.

L’Sos lo lanciano le associazioni di categoria Confcommercio e Confesercenti assieme ai sindacati. «È ormai palese – spiega Piero Bertolani, presidente di Confcommercio Viareggio e vicepresidente interprovinciale – come l’incertezza di questa situazione stia mettendo in ginocchio il settore turistico ed il commercio tradizionale di vicinato, veri pilastri della nostra economia basata su piccole e medie imprese di qualità, che già stavano cercando di risollevarsi dalla quasi decennale crisi economica. Ci sono però due “vincitori” in questa situazione: l’e-commerce e la grande distribuzione organizzata, con i colossi del ramo che stanno facendo registrare fatturati record, con ingenti incrementi rispetto al pre-coronavirus. Riteniamo, quindi, che a queste due realtà potrebbe essere chiesto un contributo maggiore per la ripartenza dell’intero sistema, con misure ad hoc di carattere temporaneo».

Confesercenti chiede alle forze dell’ordine «di controllare, oltre alle persone che senza un motivo valido si troveranno in strada, sul rispetto delle norme all’interno di supermercati e grande distribuzione. Le categorie che rappresentiamo sono in ginocchio – spiega Alessio Lucarotti, presidente Confesercenti Toscana Nord – ma nonostante ciò rispettano la regola della chiusura o addirittura chiudono volontariamente per assicurare il massimo della sicurezza. Chi può stare aperto lo fa anche per spirito di servizio, pur consapevole di correre dei rischi. Ricordiamo – prosegue Lucarotti – che per il sabato e la domenica vale la regola di fare acquisti solo per prima necessità, quindi le grandi strutture potranno vendere solo prodotti alimentari. Tutte le altre tipologie non sono vendibili. In molti si sono adeguati alla regola della distanza interpersonale, ma è bene vigilare anche sulle modalità di apertura dei reparti. I mercati ambulanti non alimentari sono chiusi, tanti Comuni hanno chiuso anche quelli alimentari che, secondo il decreto, potevano lavorare nel rispetto delle norme anticontagio. Non può passare il messaggio che il mercato ambulante è veicolo di trasmissione ed il supermercato no».

Nel frattempo i sindacati Cgil, Cisl e Uil confermano lo stato di agitazione dei lavoratori del settore alimentare. «Le lavoratrici e i lavoratori del commercio sono allo stremo – si spiega – e sono responsabilmente consapevoli di fornire un servizio fondamentale, ma anche di rischiare tutti i giorni per se stessi e per le proprie famiglie. Anche le imprese pensino prima di tutto che devono fornire un servizio alla cittadinanza e a tutelare i propri dipendenti, non pensino soprattutto al profitto».
 

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