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l’emergenza coronavirus 

Il direttore dell’ospedale: pronti all’ondata: «Aumentati a 50 i letti per i contagiati»

Matteo Tuccini
Il direttore dell’ospedale: pronti all’ondata: «Aumentati a 50 i letti per i contagiati»

Ad oggi 23 pazienti ricoverati al Versilia. Corsini: «La capacità è stata raddoppiata, grande disponibilità dal personale»

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VIAREGGIO. «L’ospedale Versilia è pronto ad affrontare l’ondata». Ormai lo chiamano tutti così, il picco di contagi da coronavirus atteso per il 28 marzo. Se la data ipotizzata dalla Regione sarà confermata dai fatti, il Versilia risponderà con «50 posti letto, tra terapia intensiva e non, destinati ai pazienti affetti da Covid-19 – afferma il direttore del presidio ospedaliero Giacomo Corsini – Un raddoppio della capacità attuale, visto che ad oggi (ieri, ndr) abbiamo 23 pazienti ricoverati nel nostro ospedale per il virus. Tutto questo grazie anche all’impegno e alla disponibilità del personale».

Dottor Corsini, come si è attrezzato il Versilia rispetto all’aumento dei contagi previsto nei prossimi giorni?

«Il piano si articola in tre fasi. La prima, che è già operativa da qualche giorno, riguarda il filtro che viene fatto al pronto soccorso nella tenda visibile all’esterno. Come avete già riportato, in pronto soccorso c’è un percorso differenziato tra casi sospetti di contagio e casi non sospetti: i primi vanno nella “zona rossa”, i secondi in un’altra zona. Abbiamo previsto anche un percorso ad hoc, simile a quello degli altri pazienti, per i bambini e per le donne in gravidanza. Tutti accedono al pre-triage che abbiamo istituito nella tenda, ma lo fanno in sicurezza e in maniera diversificata. La seconda e la terza fase del nostro piano riguardano i posti letto che abbiamo aumentato per i pazienti contagiati che hanno bisogno di ricovero».

Quanti letti ha a disposizione il Versilia per i contagiati?

«Intanto abbiamo aumentato i posti in terapia intensiva destinati esclusivamente ai casi di Covid-19: adesso sono 12. Un incremento che è stato possibile grazie al trasferimento del reparto di rianimazione nel blocco operatorio. Qui ci saranno dai 4 ai 6 letti per i pazienti che hanno bisogno della terapia intensiva, ma non sono contagiati dal coronavirus. Inoltre abbiamo ridotto l’attività chirurgica: restano garantiti gli interventi su tumori, urgenze, traumatologia e interruzioni volontarie di gravidanza. In questo modo abbiamo ricavato fino a 38 posti letto nell’area della week surgery (le degenze chirurgiche brevi, ndr), dove vanno già oggi i pazienti affetti dal virus che non hanno bisogno della terapia intensiva. In questo nuovo reparto si potranno fare anche interventi chirurgici sui contagiati».

Come siete riusciti ad aumentare la dotazione dei letti e a garantire la sicurezza di contagiati e non?

«Abbiamo recuperato, oltre al personale che si smarca dall’attività chirurgica sospesa, dispositivi e apparecchiature. Grazie anche ad alcune donazioni. Garantiamo la ventilazione assistita non invasiva e le condizioni di sicurezza necessarie. Questi 50 nuovi posti letto dedicati al Covid-19 sono schermati, con filtro all’ingresso e all’uscita, e con le condizioni che servono per i letti di malattie infettive. Noi non abbiamo un reparto di questo genere e abbiamo dovuto agire di conseguenza».

In questi giorni il personale, non solo del Versilia, si è lamentato per la carenza di mascherine e in generale di dispositivi di protezione. Problema risolto, oppure no?

«Il consumo di mascherine è enorme e pari a diverse centinaia al giorno. Abbiamo un sistema di controllo che smista il materiale verso chi ne ha bisogno e che permette, quando c’è carenza, di risolverla nel più breve tempo possibile».

Mezza giornata?

«Sì».

Sono previsti rinforzi per il personale?

«Stanno già arrivando nuovi infermieri al Versilia: stanno facendo i colloqui per l’organizzazione e l’inserimento nei turni. Anche sui medici c’è stata data disponibilità in caso di bisogno».

La reazione dei sanitari versiliesi all’emergenza è documentata da tante storie di impegno e coraggio.

«Il nostro personale è encomiabile. Voglio ringraziarli per il loro impegno e disponibilità anche a cambiare modo di lavorare da un giorno all’altro. Si sono messi tutti a disposizione. Lo stesso posso dire per la popolazione versiliese: io vengo da un’altra realtà (Pistoia, ndr), ma devo dire che la Versilia si sta comportando nella maniera migliore. Ci sono donazioni da parte dei cittadini e continui segnali di affetto e di sostegno».

Che cosa le resterà in mente di questi giorni?

«Dico la cosa più recente che è capitata: le pasticcerie che ci mandano in ospedale le frittelle di San Giuseppe. È stata una festa del papà diversa per tutti, ma è stato un modo per farci sentire meglio, per quanto possibile». —


 

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