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Versiliese bloccato in Thailandia: «Aiutatemi non posso tornare»

Luca Basile
Versiliese bloccato in Thailandia: «Aiutatemi non posso tornare»

Luca Farlai, 55 anni, di Lido di Camaiore, si trova dal 17 gennaio scorso in un’isola vicino Phuket. Non ci sono voli per l'Italia

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CAMAIORE. Al momento non posso lasciare la Thailandia perché non ci sono più voli per l’Italia e, al tempo stesso, non posso restare qui perché non mi viene rinnovato il visto. È una situazione allucinante». Luca Farlai, 55 anni, di Lido di Camaiore, si trova dal 17 gennaio scorso in un’isola vicino Phuket: mare cristallino, spiagge bianche, sole, caldo, divertimento. Poi, con il divenire delle settimane la vacanza della vita diventa un incubo.

«Nella mia situazione si trovano diversi altri italiani: siamo confinati qui, su questa isoletta, un po’ chiusi in albergo e un po’sulla spiaggia in attesa di capire cosa possiamo fare. Dopo una vita di lavoro avevo deciso di prendermi un anno di libertà, cominciando a venire in Thailandia a trovare mio cugino: 4 settimane di vacanza e poi ho deciso di prolungare ottenendo il visto per fermarmi qualche settimana in più. L’11 marzo scorso - racconta Farlai - avevo il volo di ritorno per l’Italia, ma all’ultimo momento è stato cancellato. Anzi, sono stati cancellati tutti i voli per il nostro paese. Il visto, scaduto il 16 marzo, mi è stato rinnovato per 7 giorni. Poi non so cosa accadrà. Nel frattempo mi rendo conto che, noi italiani, qui in Thailandia siamo visti oramai come untori per il coronavirus: personalmente non ho avuto grossi problemi con la gente del posto, ma gli sguardi e certe parole, dicono tutto. Ad altri, mi dicono, sta andando peggio. E non è una bella sensazione, credetemi. Così come non riusciamo a capire se il problema dell’emergenza sanitaria sia percepito o meno in Thailandia: si parla solamente di qualche caso, ma la sensazione è che la problematica si stia diffondendo e allora è normale avere paura. Cosa farò? Ho cercato voli alternativi, con sbarchi in altri paesi europei, ma anche in questo caso non è semplice. Siamo italiani, non va dimenticato. Io vorrei tornare, noi tutti vorremmo tornare a casa, ma ogni tentativo contatto fatto anche dai miei familiari con la Farnesina non è servito a niente. Ma il Governo è a conoscenza o no della situazione degli italiani in Thailandia? Nella giornata di oggi mi recherò nuovamente presso il Consolato con la speranza di ottenere un rinnovo del visto per due settimane per poi valutare con calma il da farsi. Preoccupato? Si, ovviamente. Ci sentiamo abbandonati. Dimenticati».

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