Sicurezza
Massarosa chiede lo stop per l’impianto della Morina
L’amministrazione dice no al rinnovo della concessione a Sea Risorse e chiede di spostare la discarica altrove per salvaguardare l’ambiente
Cesare Bonifazi / Massarosa
La giunta Coluccini schierata contro i rifiuti. Nelle settimane scorse il primo cittadino si era detto contrario all’arrivo di immondizia dal Lazio verso l’impianto di Pioppogatto. Un a decisione presa dal presidente della Regione Toscana Enrico Rossi e da quello del Lazio Nicola Zingaretti sulla quale il sindaco di Massarosa Alberto Coluccini non era stato minimamente interpellato, malgrado l’impianto si trovi sul suo territorio.
Adesso il fronte della protesta si sposta su un altro impianto, che formalmente insiste su Viareggio ma che di fatto è esattamente al confine con Massarosa: quello della Morina. La concessione per l’utilizzo deve essere rinnovata e l’amministrazione, attraverso l’assessora all’Ambiente, chiede che venga dato un segno chiaro: quello dello stop.
Lo ha fatto attraverso una relazione che è stata sintetizzata in una nota: «L'amministrazione comunale di Massarosa esprime parere tecnico negativo riguardo al rinnovo delle autorizzazioni per l'impianto di compostaggio della Morina a Viareggio, nella zona a ridosso del lago di Massaciuccoli. - si legge - il Comune ha esplicitato con una relazione tecnica il proprio no al rinnovo delle autorizzazioni spiegando che tra le questioni che preoccupano di più ci sono gli aspetti igienico-sanitari».
A riguardo è intervenuta proprio l’assessora all’Ambiente Michela Morgantini la quale ha spiegato come sia «noto a tutti che ogni anno, in particolare durante il periodo estivo, in Versilia si verifichino una vera e propria emergenza sanitaria per il problema dei cattivi odoriche hanno conseguenze anche sul piano economico. Le esperienze maturate negli ultimi anni hanno dimostrato che tale impatto odorigeno, vista la collocazione dell'impianto, va ad interessare ampie zone abitate nei Comune di Viareggio, Camaiore e Massarosa».
Al progetto di Sea Risorse è stato apportato qualche miglioramento rispetto alla prima ipotesi di lavoro, tuttavia «tali migliorie – si legge nella nota dell'amministrazione – non garantiscono in nessun modo la completa riduzione della problematica dell'impatto odorigeno. L'attività prevista, così come strutturata, non consente inoltre alcun tipo di monitoraggio e controllo delle unità odorigene, né consente la previsione di alcun limite di emissioni, rendendo difficoltosa ogni tipologia di controllo e qualsivoglia piano di monitoraggio che le autorità competenti dovessero mettere in atto».
Inoltre «si sottolinea – prosegue la relazione comunale – l'altissima valenza ambientale della zona dove ad oggi insiste l'impianto, che si trova ai margini del sito del lago e del padule di Massaciuccoli». Il giudizio dell'ente è quindi un netto “parere negativo” , quindi l'invito ad attivare da subito con «le procedure di delocalizzazione dell'attività».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
