Sicurezza
La missione della Savema: lavorare in piena sicurezza
Il dirigente Palla: «Non possiamo fermarci, facciamo di tutto per non correre rischi» E alle fake news che circolano in rete replica duro: «Basta con queste voci false»
PIETRASANTA
«Stiamo facendo di tutto per stare aperti. Nel rispetto di ogni regola di sicurezza». Fabrizio Palla, membro del cda della Savema, una delle aziende leader del settore lapideo a livello internazionale, da qualche giorno, come molti altri colleghi, lavora da casa a causa dell'emergenza coronavirus. «I nostri dipendenti sono un centinaio: un discreto numero si affida allo smart working con ottimi risultati». Ma la chiacchierata con Palla si innesca su una “voce”, non rispondente al vero, che ieri mattina circolava in città e che parlava di un caso positivo al Covid alla Savema. «Niente di più falso. Le notizie sono state male riportate e riguardano una dipendente della ditta esterna che gestisce la mensa di Savema Questa signora il 4 di marzo è entrata in contatto con una collega che è stata successivamente dichiarata positiva. Quindi si tratta di persona non positiva che 14 giorni fa è stata insieme a una persona che poi ha manifestato la malattia. E comunque, appena siamo venuti a conoscenza di questo Rsu, medico e dirigenti hanno deciso di vietare l’accesso a questa persona alla Savema, di sanificare due volte, in un giorno, gli ambienti della mensa e di sospendere provvisoriamente il servizio mensa perché abbiamo ritenuto che sia un ambiente più difficile da gestire di altri» fa sapere Palla che parla di amarezza, «a margine di chiacchiere che fanno male a chi lavora e alle persone. Tutti abbiamo paura, anche solo per andare a fare la spesa. Altrettanta paura mi fa la diffusione di notizie non vere, apparentemente anche maliziosa, che ha come fine il mettere a repentaglio non la nostra vita, ma quella delle nostre economie locali. Valuteremo se tutelarci o meno».
Ma a Palla e alla Savema, in questo momento complicato, preme ben altro. «Sul piano della sicurezza dei lavoratori abbiamo fissato, con le Rsu, alcune regole: non ci sono interferenze dirette con soggetti esterni, c'è una sanificazione quotidiana di ogni ambiente e vengono rispettate tutte le distanze e le prescrizioni. La nostra azienda fa filiera, produce su commessa e una sospensione prolungata metterebbe a repentaglio la nostra permanenza in vita. Quando si prendono commesse che durano mesi, a volte siamo tenuti a rilasciare performance bond milionari. Non evadere una commessa o evaderla con ritardo - spiega Palla - non solo significa pregiudicare future commesse ma anche mettersi nella condizione di inadempienza e mettere le nostre aziende sotto tiro, sotto minaccia di escussione delle garanzie da parte dei committenti. Questo lo hanno capito anche i nostri dipendenti che vengono a lavorare ogni giorno con senso di grandissima responsabilità e meritano un enorme plauso. Non credo che il 3 aprile ricomincerà la vita normale. Ma forse neanche il 3 maggio. Uno stop così lungo metterebbe a rischio la sopravvivenza delle aziende».
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