Il Tirreno

Versilia

L’ANTIDOTO METALLICA A TOTO CUTUGNO

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Fra i disagi di questo periodo per me c’è anche “l’apprensione delle ore diciotto”. Le diciotto sono infatti l’ora della musica dal balcone e dalle terrazze. L’ora in cui si può scoprire di avere come vicini una famiglia di fondamentalisti dei balli di gruppo pronta a sparare mezz’ora di triello a tutta manetta. O un anziano alpino che aspettava l’occasione giusta per ridare lustro al suo mangianastri con La canzone del Grappa e Che fai bella pastora.

Ho così allestito il mio arsenale di new wave dark, rock rumorista e speed metal. Armi di dissuasione sonora utilissime nel malaugurato caso che la gentile badante ucraina della signora al primo piano si riveli una fan accanita di Toto Cutugno. Perché, dài, lo vogliamo dire? Che le emergenze ci rendano migliori è una favoletta. Lo stress, l’ansia e l’isolamento ci rendono più insofferenti e ostili. Il leone da tastiera ora bivacca sul balcone ad attendere per ore il solitario runner da mettere alla gogna del social. L’aveva capito uno come James Ballard: la civiltà è una patina che si scrosta con poco. In Condominium basta un banale black out e in un grattacielo avveniristico lo stadio primordiale della guerra di tutti contro tutti riaffiora in un attimo. Non l’avete letto? Non lo fate oram segnatevelo per più avanti. Il mio oggi è uno “sconsiglio” di lettura.

E invece, alle diciotto nella mia via non succede niente. A quanto vedo dai social, non mi pare che nella nostra città abbondino le coreografie da ringhiera. Come mai? La mia risposta è che a Viareggio abbiamo ballato, e parecchio, fino a pochi giorni prima dell’emergenza. Ci siamo messi in coda alle biglietterie, alle cucine delle feste rionali, ci siamo “assembrati”, eccome, sui viali a mare. Ed era qualche giorno dopo quel 21 febbraio che rappresenta la data, per altro del tutto convenzionale, dell’epidemia. Possiamo quindi affermare che, mentre finiva il Carnevale e da noi arrivava gente da tutta Italia, il coronavirus circolava già. Nessuna festicciola di balcone poteva esorcizzare l’oscuro retropensiero di come eravamo esposti all’aggressività del virus. A più di venti giorni dall’ultimo corso, cifre alla mano possiamo tirare almeno un primo sospiro di sollievo. Però piano con la bachata, io ho i Metallica a portata di mano. —



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