Il Tirreno

Versilia

SOS SINDACALE 

Dimezzato in 20 anni il personale tra i vigili e a palazzo comunale

Luca Basile
Dimezzato in 20 anni il personale tra i vigili e a palazzo comunale

Casula (Ugl): «Siamo in pochi, troppi settori in sofferenza» Nel ‘96 il municipio aveva 400 dipendenti, ora meno di 200

2 MINUTI DI LETTURA





PIETRASANTA

«Negli ultimi 15 anni, forse meno, il Comando ha visto dimezzare il numero dei suoi vigili. Siamo ben al di sotto della soglia minima richiesta». È un grido di allarme, quello a firma di Giuseppe Casula, referente del sindacato Ugl, che niente ha a che vedere con l’attuale emergenza coronavirus. «In questo momento, visto il numero ridotto di agenti, soffriamo ovviamente di più, ma la carenza di personale è situazione che si trascina, fra appelli inascoltati, da anni. Sia chiaro: non vogliamo essere polemici e non puntiamo il dito contro questa o quella amministrazione. La nostra è una considerazione generale. Al Comando di Pietrasanta siamo in pochi, così come sono in palese sofferenza altri settori comunali» precisa Casula che aggiunge: «Una volta il Comando fra agenti e ufficiali arrivava a 50 unità oggi siamo in 22 più gli ufficiali. Nel frattempo molti di noi sono invecchiati, alcuni hanno problematiche personali e sono esentati dai turni esterni e serali. Alla fine, a risentirne, è il servizio, anche se qui, ognuno di noi, dà il massimo e anche di più e quindi sembra che non ci siano problemi evidenti. Del resto è da anni che non vengono fatti concorsi. Le assunzioni stagionali? Un palliativo. I comuni, non solo Pietrasanta, sono andati avanti ad esternalizzare e poi, quando accadono particolari eventi sul territorio, ecco che l’ente ha a disposizione pochi operai reperibili che non hanno neppure una motosega per intervenire, faccio un esempio, su un ramo pericolante. E alla fine si è costretti a chiamare i vigili del fuoco. Una situazione assurda».

Carenze di personale che, sempre a parere di Casula e dell’Ugl, riguardano, come detto, anche altri settori, del municipio. «In difficoltà sono in particolare gli uffici dell’edilizia: fra chi si è trasferito in altro comune e chi è andato in pensione, sono rimasti davvero in pochi per rispondere alle esigenze degli utenti. Nel 1996, ai tempi dell’alluvione, in Comune lavoravano 400 persone: oggi siamo meno della metà. In poche parole una volta finita questa emergenza tutti gli enti, dovranno tornare ad investire nel settore pubblico. Perché i tagli, alla fine, li pagano i cittadini». —

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Toscana

Camaiore, addio a Giuseppe Vecoli: conosciuto commerciante con la passione per le moto

di Roy Lepore