Toscana
Dimezzato in 20 anni il personale tra i vigili e a palazzo comunale
Casula (Ugl): «Siamo in pochi, troppi settori in sofferenza» Nel ‘96 il municipio aveva 400 dipendenti, ora meno di 200
PIETRASANTA
«Negli ultimi 15 anni, forse meno, il Comando ha visto dimezzare il numero dei suoi vigili. Siamo ben al di sotto della soglia minima richiesta». È un grido di allarme, quello a firma di Giuseppe Casula, referente del sindacato Ugl, che niente ha a che vedere con l’attuale emergenza coronavirus. «In questo momento, visto il numero ridotto di agenti, soffriamo ovviamente di più, ma la carenza di personale è situazione che si trascina, fra appelli inascoltati, da anni. Sia chiaro: non vogliamo essere polemici e non puntiamo il dito contro questa o quella amministrazione. La nostra è una considerazione generale. Al Comando di Pietrasanta siamo in pochi, così come sono in palese sofferenza altri settori comunali» precisa Casula che aggiunge: «Una volta il Comando fra agenti e ufficiali arrivava a 50 unità oggi siamo in 22 più gli ufficiali. Nel frattempo molti di noi sono invecchiati, alcuni hanno problematiche personali e sono esentati dai turni esterni e serali. Alla fine, a risentirne, è il servizio, anche se qui, ognuno di noi, dà il massimo e anche di più e quindi sembra che non ci siano problemi evidenti. Del resto è da anni che non vengono fatti concorsi. Le assunzioni stagionali? Un palliativo. I comuni, non solo Pietrasanta, sono andati avanti ad esternalizzare e poi, quando accadono particolari eventi sul territorio, ecco che l’ente ha a disposizione pochi operai reperibili che non hanno neppure una motosega per intervenire, faccio un esempio, su un ramo pericolante. E alla fine si è costretti a chiamare i vigili del fuoco. Una situazione assurda».
Carenze di personale che, sempre a parere di Casula e dell’Ugl, riguardano, come detto, anche altri settori, del municipio. «In difficoltà sono in particolare gli uffici dell’edilizia: fra chi si è trasferito in altro comune e chi è andato in pensione, sono rimasti davvero in pochi per rispondere alle esigenze degli utenti. Nel 1996, ai tempi dell’alluvione, in Comune lavoravano 400 persone: oggi siamo meno della metà. In poche parole una volta finita questa emergenza tutti gli enti, dovranno tornare ad investire nel settore pubblico. Perché i tagli, alla fine, li pagano i cittadini». —
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
