Gioco
Denise, la psicologa che aiuta i suoi concittadini via Whatsapp
La specialista dà sostegno ai suoi concittadini per telefono. Basta un messaggio per prendere appuntamento: «La convivenza forzata è una prova per molte famiglie»
MASSAROSA. Ognuno fa quel che può in questo periodo difficile e la convivenza forzata non è uno scherzo. Per questo Denise Aletti, psicologa e responsabile del centro “Il ciclo di vita” di Massarosa, ha deciso di mettere a disposizione la propria professione gratuitamente a tutti i suoi concittadini per affrontare i piccoli e grandi drammi che la quarantena forzata provoca nelle famiglie.
«Volevo mettermi a disposizione – racconta al Tirreno – fare qualcosa per i massarosesi che devono rimanere a casa. Per questo ho deciso di creare questo filo diretto per chiunque abbia bisogno. Non è una terapia ma solo un supporto per chi ne ha bisogno». È possibile accedere al servizio telefonando direttamente alla dottoressa Aletti (3207088151, anche tramite Whatsapp) o contattandola per mail all’indirizzo alettidenise@hotmail. it. Non ci sarà nessun contatto fisico tra la dottoressa e i cittadini, ma il supporto si limiterà ad una chiamata (o videochiamata) di una ventina di minuti.
«Quello che stiamo affrontando è un periodo difficile – spiega la dottoressa – non solo sul lato pratico e in molti si chiedono come affrontare l’argomento con i bambini, come possono certi anziani colmare la solitudine a cui sono costretti e come mantenere una parvenza di routine. Capire che questo è il momento di salvaguardare il corpo ma anche la mente».
Evitare gli stati ansiosi
«Stando sempre in casa è inevitabile essere bombardati da notizie sul virus – dice – è importante sapere quali informazioni leggere. Bisogno innanzi tutto affidarsi ai media tradizionali come tv, giornali e radio e non lasciarsi convincere dalle centinaia di fake news che girano sui social network. Magari, per non farsi prendere dall’ansia, non leggere i bollettini serali sui contagi e, per non turbare il sonno, evitare di farlo prima di coricarsi».
Convivenze forzate
«Non mi stupisce che in Cina ci sia stato un picco di richieste di divorzio dopo le quarantene. La convivenza forzata esaspera i rapporti che già sono complessi e nei quali ci sono tensioni. È necessario quindi mantenere, per quanto possibile, le distanze: magari non cenando insieme ma in momenti diversi, oppure passando il tempo in due stanze separate».
Vivere la propria indipendenza
«Il fatto di rimanere in casa non significa che bisogna rinunciare a tutto: si possono per esempio coltivare i propri hobby, se per esempio si ha un giardino. Oppure stilare una lista di cose da fare in casa: leggere libri, accoppiare i calzini spaiati, riparare il lavello. Cose che abbiamo sempre rimandato ma che adesso abbiamo tutto il tempo di fare».
la paura è salutare
«È normale vivere uno stato ansioso rispetto al contagio. Un normale stato di ansia in una situazione del genere ci protegge da comportamenti azzardati e potenzialmente nocivi, come per esempio quello di uscire di casa senza motivo. Ma deve essere adeguata e non deve turbare il nostro sonno. Dobbiamo capire che questa emergenza ci ha già cambiati: ognuno di noi ha dovuto rivedere la propria scala delle priorità e i propri rapporti interpersonali. Quando tutto questo finirà, dovremo anche riabituarci ad avere un contatto sano con le altre persone. Ma sono sicura che ce la faremo». –
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